Il Morbillo – Non abbassiamo la guardia

Il morbillo è una malattia infettiva causata dal genere Morbillivirus. I virus appartenenti a questo genere causano infezioni sia nell’uomo che in altri animali come cani e gatti. Circa il 30% delle persone infette manifestano almeno una complicanza. Tra le più diffuse ricordiamo: diarrea, polmonite, epatite, cheratocongiuntivite e trombocitopenia. Studi molecolari sembrano aver dimostrato che il morbillo sarebbe causa di mortalità tra gli esseri umani già a partire dal VII secolo. Si stima che tra la metà del’800 e l’inizio del XXI secolo il morbillo abbia ucciso circa 200 milioni di esseri umani nel mondo.

Il primo vaccino per il morbillo risale al lontano 1963 e il suo sviluppo lo si deve al brillante scienziato Maurice Raph Hilleman (1919-2005)[1]. Nel 1971 questo vaccino venne combinato con quelli per la parotite e la rosolia al fine di creare un vaccino trivalente (MPR). Negli USA fu introdotta la seconda dose a partire dal 1989. In Italia la vaccinazione per il morbillo fu introdotta negli anni ’70 mentre quella trivalente è presente dagli anni ’90. Il piano vaccinale italiano prevede per i bambini la somministrazione della prima dose del vaccino MPR al 13º mese di vita e la seconda dose verso i 5-6 anni di età. Per tutte le altre fasce di età le due dosi vengono somministrate a distanza di almeno 4 settimane l’una dall’altra. La vaccinazione completa protegge circa il 97% degli individui vaccinati. La protezione è tale da permettere a chi ha ricevuto le due dosi di vaccino di non dover fare nessun richiamo. Esiste anche un vaccino tetravalente (MPRV) che comprende, oltre ai vaccini per morbillo, parotite e rosolia, anche quello per la varicella.

Il fatto che da molti decenni sia presente un vaccino non deve trarre in inganno sull’eventuale scomparsa del rischio. La World Health Organization (WHO)[2] ha stimato che dal 2000 al 2018 i casi letali legali all’infezione da morbillo hanno subito una riduzione del 73%. Si è passati dai circa 536 mila morti del 2000 ai circa 142 mila del 2018. Di questi la maggior parte erano bambini sotto i 5 anni di età.

Attenzione ! Essendo il morbillo una malattia molto contagiosa, bisogna riuscire a vaccinare circa il 95% della popolazione che non ha avuto la patologia per evitare un’epidemia.

La situazione in Italia: I dati relativi ai casi di morbillo riferiti dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) dal 2013, anno della nascita del Sistema di Sorveglianza Integrata del Morbillo e della Rosolia, sono stati 14.888 (vedi tabella 1).

Osservando la tabella non deve trarre in inganno il numero esiguo di casi verificatisi nell’anno 2020. Questo dato si discosta molto dagli anni precedenti soprattutto per il fatto che le norme di restrizione legate alla pandemia da COVID-19 hanno, indirettamente, favorito una minore diffusione di patologie trasmesse per via aerea come lo stesso morbillo. Analizzando più nel dettaglio i casi segnalati lo scorso anno in Italia (vedi tabella 2) si scopre che l’età media degli infetti è stata di 33 anni e che il 51% dei casi è relativo alla classe di età 15-39 anni. Un aspetto che deve fare riflettere è quello relativo allo stato vaccinale dei 103 individui presi in esame. Si è scoperto che dei 99 individui di cui era conosciuto lo stato vaccinale, ben 92 persone ovvero il 93% non erano vaccinati.

Per ulteriori informazioni è possibile visitare i siti web dell’ISS (epicentro.iss.it) e della WHO (who.int).


[1] Microbiologo statunitense che sviluppò oltre quaranta vaccini tra umani e animali. Otto di questi sono entrati nella routine dei vaccini raccomandati negli Stati Uniti d’America: morbillo, parotite, varicella, epatite A e B, meningite (da Neisseria meningitidis), polmonite (da Streptococcus pneumoniae) e influenza (da Haemophilus influenzae).

[2] L’Organizzazione Mondiale della Sanità è un’agenzia speciale delle Nazioni Unite. La WHO è stata fondata il 7 aprile 1948 e ha sede a Ginevra. Il suo obiettivo, attraverso vari progetti, è il raggiungimento per tutti i popoli del più alto livello possibile di salute.

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