Il giorno della Memoria – Per non dimenticare MAI

Il 27 gennaio 1945 le forze dell’Armata Rossa degli Operai e dei Contadini russi entrano dai cancelli del campo di concentramento di Auschwitz liberando i sopravvissuti. Si chiude idealmente così una delle pagine più oscure della storia dell’umanità. Sul cancello d’ingresso del campo le parole << Arbeit macht frei >> dal significato tristemente beffardo << Il lavoro rende liberi >>.

Con questa poesia Primo Levi (1919-1987) apre il suo libro “Se questo è un uomo”. << […] Mi sembrava che il tema dell’indignazione dovesse prevalere: era una testimonianza di taglio quasi giuridico, nella mia intenzione doveva essere un atto d’accusa – non a scopo di provocare una rappresaglia, una vendetta, una punizione -, ma sempre una testimonianza. […] >>.

Il 27 gennaio ricorre la Giornata della Memoria al fine di ricordare l’agghiacciante scoperta dello sterminio del popolo ebraico (shoah)[1] da parte dei Nazisti e dei loro alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. Si stima che circa sei milioni di Ebrei furono uccisi. Molto importante è ricordare che sotto il regime del Terzo Reich caddero vittime della disumana brutalità anche i Rom, i Polacchi, gli omosessuali, i testimoni di Geova, gli oppositori politici e anche i Tedeschi con disabilità fisiche o mentali. Milioni di persone che morirono uccise nei campi di concentramento come Auschwitz, Birkenau, Dachau, Bergen Belsen, Mauthausen e tanti altri. Poche furono le persone deportate in questi luoghi di sterminio che riuscirono a salvarsi. La morte era solo un fatto di tempo. I lavori forzati, la fame, le malattie, le esecuzioni erano la normalità. Come se tutto questo non bastasse a raccontare la disumanità raggiunta dall’essere umano, le torture e gli esperimenti pseudoscientifici su cavie umane rappresentarono il livello più basso mai toccato dall’uomo. 

Una giornata nella quale raccontare ai nostri figli, con le lacrime agli occhi, gli orrori che i nostri genitori e nonni hanno vissuto sulla loro pelle. Una giornata per non dimenticare MAI cosa l’uomo è stato capace di fare. Perché nessun uomo è migliore di un altro e nessuna vita vale meno di un’altra. Una giornata che serva da monito per le future generazioni affinché nessun essere umano debba più vivere un orrore del genere.


[1] Termine ebraico che significa tempesta devastante.

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