47 Morto che parla!

Francesco Siino Dom, 30/06/2013 - 22:38

L’inciucio è servito. Sì perché, considerando le condizioni ideologiche di questi italiani, spaccati a metà, era inevitabile. E’ quasi sempre inevitabile. Succede da quando hanno “abolito” il governo monocolore! Alla fine di ogni consultazione politica, in Italia l’ingovernabilità è sempre in agguato. Grillo o non Grillo. L’abbiamo sfiorata nell’ultimo Governo Prodi (per questo motivo caduto prima del previsto), messo in piedi con una differenza decimale sull’altro polo; l’abbiamo subita nell’ultimo Governo Berlusconi che sarebbe stato (era) il governo più solido di tutti i tempi e paesi, ma che si è improvvisamente indebolito per un motivo che sa solo Dio. E Fini. E così via andando anche indietro nel tempo. E andando anche avanti… Fino ad oggi, appunto, nonostante Grillo.

L’attuale stato di cose che conferma questa ingovernabilità, salvo alleanze acrobatiche, poteva essere evitato. Responsabile chi “arriva primo ma non vince”. L’ingordigia di potere (che logora chi non ce l’ha, Andreotti docet!) fa a cazzotti con la saggezza. C’era proprio bisogno di aria nuova, di volti giovani, di facce nuove, di nuovi respiri, di classe politica rinnovata (lo dicevano tutti ma tu, fratello, forse non l’hai sentito dire!), e c’era dalle tue parti, anche la risorsa umana vincente: Matteo Renzi. E invece no. Il capo sono io ragàssi! Il delirio di onnipotenza è contagioso, ma ricordati, fratello, che è solo concesso ad alcuni: non è per tutti. Ma non basta. “Ci si può anche permettere di abbassare la guardia ragàssi! Tanto nessuno ormai può raggiungerci: troppi punti di differenza e troppo poco tempo per essere fregati!” Non sottovalutare l’avversario, fratello, e ricordati che la partita finisce al novantesimo, non un attimo prima. Anzi spesso e volentieri alcuni minuti dopo! Hai perso la testa, fratello: l’avversario è di quelli che i deliri di onnipotenza se li può permettere!

Adesso ti dico cosa c’è di nuovo. Guardati intorno e osserva: “Fratello, sei circondato”! Arriva dall’altro lato un avversario nuovo e fresco. Un asso. Come quello che tu avevi nella manica ed al quale non hai creduto. Arriva uno grosso, barbuto, spettinato e canterino… che, terzo errore, hai trattato da sguattero in campagna. Il web mi suggerisce: 23 febbraio, Grillo è un buffone; 25 febbraio, Grillo è un movimento interessante; 26 febbraio, Grillo è una risorsa. Ed oggi aggiungo io: 27 febbraio: “Alleati con me” (e toglimi dai fuochi ardenti, please!).

E ora bèccate questa, fratello, anzi compagno… Un 47 – Morto che parla (alla Totò) – da uno che è comico, forse si addice ad uno che è triste…

Scusate ragàssi, ma io la penso così.