78° COMPLEANNO DI FRANCESCO, IL SECONDO DA PAPA

Giovanni Fortuna Ven, 19/12/2014 - 21:57

              

Gli auguri sono arrivati da tutto il mondo, e il festeggiato ha risposto con una maratona di preghiera. Il 17 dicembre 2014 è stato il giorno del  78°  compleanno di Giorgio Mario Bergoglio, decisamente diverso da quelli passati.

Perché lo ha festeggiato nei panni di Vescovo di Roma – come lui stesso ama definirsi – da  quando   è stato chiamato come successore di Pietro al timone della Chiesa universale.

L’anno scorso fu ancora più speciale, perché fu il primo in queste nuove vesti e poi per il regalo speciale che gli riservò per l’occasione la sua squadra del cuore, il San Lorenzo di Buenos Aires, vincendo lo scudetto d’Argentina all’ultima giornata di campionato proprio due giorni prima, e facendogli recapitare la coppa direttamente in Piazza S. Pietro, attraverso una delegazione di giocatori della squadra, all’ udienza generale di mercoledì  18 dicembre, insieme alla maglietta rossoblù del S. Lorenzo con su scritto “Francisco”.

Fu quello per il Papa il regalo più bello e inaspettato, dinanzi al quale non ha potuto trattenersi dall’esclamare : “ S. Lorenzo campione? Que alegria!”

Il rapporto tra il pontefice argentino e il calcio è genuino e di antica data. Da bambino, come tanti, giocava a pallone nelle strade del suo quartiere, il Flores, ed andava allo stadio  denominato Vecchio Gasometro, accompagnato dal papà a vedere le partite: quello era lo stadio del S. Lorenzo.

Diventato più grandicello e conosciuta la storia di quella squadra, fondata nel 1908 da un sacerdote salesiano, Lorenzo Massa,  per togliere i ragazzi dalla strada e portarli all’oratorio, non ha avuto più dubbi e ne è diventato un tifoso speciale. Tanto da rivestire, con il tempo, lo status di socio del club, detenendo la tessera numero 88.235 della società sportiva.

Ora apparirà più chiaro il motivo di tanta gioia, allorquando la mattina del suo compleanno  è stato informato della vittoria dello scudetto dal suo secondo segretario, l’argentino don Fabian Pedacchio Leaniz.

Era dal 2007 che la squadra del Pontefice non conquistava uno scudetto. Proprio per questo, sul web e i social network la vittoria è già stata ribattezzata «il miracolo del Papa argentino». In molti parlano ironicamente di «mano de Dios» ma al di là di tali stravaganze  una cosa è certa: Papa Bergoglio non poteva  essere più contento.

Anche per come è maturata la vittoria finale del torneo, decisamente in modo rocambolesco. Erano quattro squadre a giocarsi la posta in palio all’ultima giornata, divise da soli due punti, con la vittoria che ne vale tre. Si scontravano fra di loro e bastava che il S. Lorenzo perdesse per dire addio ai sogni di gloria.

E invece ha pareggiato 0 a 0, fuori casa contro il Velez, mantenendo i due punti di vantaggio sulle altre due inseguitrici, Newell’s Old Boys e Lanus,  che hanno fatto 2 a 2! All’ultimo minuto di gioco, il portiere del S.Lorenzo, Sebastian Torrico, ha fatto una super parata salvando il risultato!

Insomma tutto è girato per il verso giusto, con la classifica finale che ha visto finire i Cuervos del Papa a 33 punti e le altre tre squadre a 31, dove i Cuervos sono i Corvi, soprannome dei giocatori del S. Lorenzo dovuto alle origini del club fondato da un sacerdote, e dato dal fatto che i preti erano vestiti di nero e soprannominati i corvi. Qui da noi il nero ha a che fare, insieme al bianco, con la Juventus, ma questa è un’altra storia.