Alla vigilia di una guerra

Sergio Gallicchio Dom, 08/09/2013 - 15:50

Alla vigilia di una guerra che, se intrapresa, potrà considerarsi probabilmente ancora peggiore rispetto a quelle fatte dal Nazismo e dal Comunismo, dal novecento ad oggi.  Assassini democratici “legalizzati” (dal maligno)  – senza alcuna prova – si apprestano ad attaccare e distruggere contro ogni legge e principio morale, cristiano ed etico una nazione pacifica e sovrana.  Un vero e proprio paradiso terrestre fino a due anni fa.  Religiosi (sacerdoti e suore) e comuni cittadini che ora rischiano si essere massacrati nel nome della “Democrazia”.  Usa, Regno Unito, Francia (gli stessi Stati dove è nata la massoneria) con la complicità morale dell'Arabia Saudita nonché di altre Nazioni (il grande alleato nel nome del petrolio, lo sterco di Satana) starebbero per compiere (si auspica di no!!) uno dei crimini più grandi ed ignobili della storia, gettandoci in una Terza Guerra Mondiale.  Altri Stati (Russia, Cina ed Iran) hanno più volte dichiarato che, in caso di attacco, probabilmente non staranno a guardare.  Il debole auspicio che possiamo augurare è che il Governo Italiano unitamente al Parlamento non sostenga, materialmente e moralmente, questa eventuale folle azione diabolica.  Il Popolo Italiano è giusto che si faccia interprete della Pace e della Giustizia, contro una follia degna delle pagine più cruente e vere dell'Apocalisse…  Anche se l'Apocalisse in merito è chiarissima!  Alla fine il Bene vincerà sul Male.  Dio vincerà su Satana! 

Il gran colpevole Bashar Al Assad, giunto al potere nel 2000, ha quadruplicato il Pil della Siria in 10 anni grazie a sostanziali riforme economiche di apertura agli investitori stranieri.  Avete capito bene: dai circa 15 miliardi di dollari del 1999, il Pil della Siria è giunto a quasi 60 miliardi nel 2010.  Forse di questo aumento di Pil hanno beneficiato soltanto i ricchi e i potenti?  Potrebbe essere, ma il secondo dato ci fa credere che sia andata bene anche al popolo: la disoccupazione della Siria, grazie alle scelte politiche adottate dal Governo guidato da Assad, è più che dimezzata scendendo dal 20% del 2000 all’8.3% del 2010.  C’è da notare che tali dati sulla disoccupazione sono inferiori a quelli Italiani (attualmente oltre il 12%).  Naturalmente nessuno di noi crede che Assad sia un eroe, come è sbagliato cadere nello stesso errore di chi vuol farci credere che sia un dittatore spietato.  Una domanda è d’obbligo: è credibile che il popolo di un Paese in evidente crescita economica voglia morire in una guerra civile?  Parliamoci chiaro: il popolo non si ribella, esclusivamente, per motivi ideologici.  Il  popolo si ribella contro chi lo affama, non contro chi dimezza i disoccupati.   La tesi alternativa alla rivolta popolare è che, la “guerra civile” in Siria, sia in realtà fra Assad e truppe di mercenari finanziati da altre nazioni, forse per motivi ben noti agli addetti ai lavori.  “C’è il sospetto che certe guerre siano fatte solo per vendere armi…”, sono proprio le ultime parole di Papa Francesco.