Appoggio si, appoggio no, appoggio boh: il partito dei cachi

Matteo Naville Dom, 10/04/2016 - 14:21

Ed eccoci qui ad assistere inermi e impotenti alla lenta morte di Forza Italia, oramai i suoi battiti di vita calano giorno dopo giorno come i suoi elettori...

I sondaggi la danno sotto al 10%, e in alcune città sfiora il 4%, sarà colpa di Silvio, sarà colpa della classe dirigente o sarà colpa di Boh?

 

Milano sembra un'isola felice. Lì pare che #unitisivince, si vinca davvero. Molti del PD addirittura sembrano siano orientati a utilizzare il voto disgiunto, scegliendo Parisi come candidato sindaco e non Sala. Il quale ha perso molto del distacco che aveva inizialmente sul candidato del centrodestra.

Forza Italia in quel di Milano è più viva che mai.

La coordinatrice regionale on. Mariastella Gelmini, candidata anche lei al consiglio comunale meneghino, quando non è a Roma è in giro per la città, per i mercati, per incontrare le persone, i negozianti, ascoltarne le istanze e farle proprie.

Ma si sa, i lombardi sono più pratici e non pensano tanto ai giochi e intrighi di palazzo, se bisogna vincere si gioca e si fa di tutto perché ciò avvenga.

 

A Roma sembra di essere all'asilo. Bertolaso si, Bertolaso no, tra qualche giorno convergiamo su Marchini, perché sulla Meloni, per ripicca del cerchio Magico, non si può.  Marchini e  Bertolaso i quali, per inciso, insieme, non raggiungono il gradimento della leader di Fratelli d'Italia.

D'altronde se si sostiene un candidato che, come dice lui, manco la moglie lo vota e gli preferisce Giachetti, il candidato del centrosinistra, non si è destinati all'irrilevanza si è destinati alla sparizione.

 

Se a Roma Forza Italia è spaccata tra colombe e falchi, a Bologna, purtroppo, ci sono le cornacchie. Il centrodestra è spaccato e il coordinatore di Forza Italia on. Palmizio, fa di tutto per aumentarne la spaccatura invece di incentivarne l'unità, come auspicano Salvini e gli elettori.

Come candidata sindaco dei moderati e di tutto il centrodestra (unica assente è appunto Forza Italia), c'è già in pista Lucia Borgonzoni, uno dei volti nuovi della Lega Nord.

La candidata del centrodestra è appoggiata dal Pli, Fratelli d'Italia, che ha imbarcato l'ex coordinatore forzista on. Garagnani, una lista di giovani e la lista civica Uniti si Vince.

Lista civica, quella di Uniti si Vince, che accoglie al suo interno i tre ex consiglieri comunali di Forza Italia: Tomassini, Carella e Facci, e tante altre persone dell'elettorato moderato che non si riconoscono nella gestione a trazione Palmizio-An di Forza Italia sotto le due torri. Uniti si Vince oltre ad avere l'appoggio del pasdaran dell'Esercito di Silvio, Simone Furlan, sta erodendo consensi al partito azzurro, il quale ruggisce a mezzo stampa (i sondaggi li danno a pochi punti decimali di differenza).

Ma si sa, a Bologna vivono sotto una cappa catto-comunista e di vincere, forse, a chi governa localmente Forza Italia non importa granché. Il coordinatore regionale azzurro, oltre a ostinarsi a candidare uno dei due tra  "Paolo e Mingo" bolognesi, Bignami e Lisei, nomina anche la sua segretaria (la quale aveva dichiarato di passare al PD, ma purtroppo era solo un pesce d'aprile), vice coordinatrice all'organizzazione del partito (Sic!). Avete capito bene, coordinerà l'organizzazione (facciamo qui un minuto di silenzio).

Veniamo alla Politica, quella vera, quella con la P maiuscola…

 

Il consigliere regionale Bignami, dal canto suo, rimasto col cerino della sua candidatura in mano, sabato ha ritirato la sua disponibilità a correre per Palazzo d'Accursio e rispondendo alla domanda del giornalista del Resto del Carlino che gli chiedeva se avrebbe votato l'eventuale candidato di Forza Italia in comune, che ricordiamolo non sarà più lui, ha risposto: "Valuterò nome e programma". Sarà che, deluso dai vertici romani per il loro non sostegno alla sua candidatura (nessuno pare si sia strappato i capelli per il suo ritiro), mediti un passaggio in Fratelli d'Italia? Ma con i dirigenti locali, a differenza di quelli Nazionali, pare non scorra buon sangue.

 

A questo punto, dopo la "scomunica" ricevuta da Bignami, il coordinatore regionale in qualità di rappresentante locale "supremo", dovrebbe, per onestà intellettuale, azzerare tutto e non presentare la lista azzurra alle amministrative. Così facendo si libererebbe di "Paolo e Mingo", e Forza Italia a Bologna ritornerebbe finalmente ad essere un vero partito moderato e liberale.

Quanto detto fin'ora basterebbe per proclamare un de profundis del partito azzurro bolognese, ma non è finita qui.

Voci di palazzo dicono che lo stimatissimo e autorevolissimo coordinatore di Forza Italia, colui sotto al quale il partito si è spaccato e ha raggiunto il 4% (secondo i sondaggi riservati di Berlusconi, pubblicati su affaritaliani.it), ecco, lui, vorrebbe inserire nella lista del quartiere presentata da Ilaria Giorgetti, presidente del quartiere Santo Stefano, sua moglie. Praticamente un  partito a gestione amico-familiare, dove il merito è solo un'utopia.

Vogliamo però essere propositivi e lanciare la sfida a metterci la faccia, e giocare in prima linea, a prescindere che Forza Italia corra da sola o si unisca a tutto il centrodestra.

Chiediamo perciò, come elettori azzurri, all'on. Palmizio, e alla sen. Bernini (grande sostenitrice di Bignami Sindaco), di fare anche loro come la coordinatrice lombarda on. Mariastella Gelmini e candidarsi al consiglio comunale bolognese per portare quel valore aggiunto che possiedono.

C'è da sottolineare, però, che nell'orbita del centrodestra a Bologna c'è anche la parentesi Manes Bernardini: ex Lega Nord e perdente candidato sindaco alle scorse elezioni comunali. Bernardini si ripresenta con una lista civica usata come specchietto delle allodole, ma appoggiata da Ncd-Udc e quindi dal ministro poltronaio-amico di Renzi: Angelino Alfano, il quale solo a sentirlo nominare suscita negli elettori moderati un leggero rigurgito. Sic transit gloria mundi. Ci auguriamo che raggiunga una percentuale da prefisso telefonico, se non altro per gli appoggi nazionali che, al ballottaggio sicuro Merola-Borgonzoni, convergerebbero su Merola: il disastroso sindaco uscente del PD.

 

Delle altre città al voto purtroppo si parla poco, ma se a Napoli con Mara Carfagna il centrodestra avrebbe vinto facile, così non sarà perché si è scelto Lettieri. Stesso discorso vale per Torino dove si è scelto il candidato già perdente Osvaldo Napoli.

 

Concludendo come dice l'on. Biancofiore: "Berlusconi vuole liquidare il partito, perché è diventato un peso o perché vuole favorire la nascita di un nuovo gruppo, il Partito della Nazione. Evidentemente in ventidue anni di Forza Italia non abbiamo capito nulla. "

 

Caro Silvio, come hai detto tu stesso, alla tua età puoi guidare, ormai, solo il triciclo. Sempre meglio del deambulatore, ma il partito deve essere guidato da una classe dirigente forte, valida, preparata ma soprattutto votata alla vittoria, che rappresenti gli interessi degli elettori moderati e non può più permettersi il lusso di vivere condizionata dal modello Mediaset.