ARCOBALENO INTORNO AL SOLE NEL CIELO DI MEDJUGORJE

Giovanni Fortuna Lun, 01/09/2014 - 12:34

 

Quando si affrontano certi argomenti non si sa mai dove si va a parare, perché ci si imbatte su un terreno minato  in cui non è semplice districarsi e rimanere equidistante da forzature sensazionalistiche di derive misticheggianti. Non è tale l’intento di questo  articolo.

Chi scrive si reca volentieri a Medjugorje ma  non per  voler imbattersi nella scoperta di segni straordinari che stravolgono le leggi della natura, né per una  fanatica sequela dei veggenti, come tanti che  per poter stringere la mano a uno di essi si alzano all’alba per scavalcare migliaia di persone nel giocare d’anticipo.

Medjugorje  è un luogo dove approda ogni anno, da più di trent’anni, tantissima  gente da tutto il mondo perché attirata dal fenomeno delle apparizioni soprannaturali della Madonna (vere o presunte che siano),  ma non è detto che tutti si trovino sulla giusta rotta. Tutt’altro.

Può accadere che, come in tutti i fenomeni di massa, ci possano essere delle devianze, degli accadimenti inventati, delle pure fantasie fatte passare per realtà, al solo scopo di fare sensazione. Con il rischio di buttare un’ombra anche su ciò che di buono coesiste, accanto alla zizzania.

Conosco molte persone che si dicono cattolici praticanti  e che prendono fortemente le distanze dal fenomeno Medjugorje, proprio perché di esso hanno avuto sentore soltanto dei suoi aspetti deleteri, legati a residuati di credenze popolari, un misto di magia e superstizione, dai quali io  mi sono tenuto sempre a debita distanza, non volendo buttare il bambino con l’acqua sporca.

Mi correva l’obbligo di questa lunga premessa  per precisare il mio pensiero su quanto copiosamente  asserito  circa i fenomeni  che sono frequenti a Medjugorje. Io non ne avevo mai visti prima d’ora, e quando incontravo qualcuno che sembrava farneticare su cose eccezionali da lui osservate, giravo alla larga.

Non ritengo che si renda un buon servizio, con la diffusione di un  sensazionalismo misticheggiante, alla causa dell’attendibilità di quelle apparizioni  mariane, se si vuole dare ad esse la stessa connotazione di valore di quanto accaduto a Lourdes e a Fatima. Sarà comunque  la Chiesa a fare chiarezza.

Nel frattempo non posso esimermi dal rendicontare quanto da me per la prima volta osservato di fuori dal comune, mio malgrado,  nel cielo di Medjugorje. Un fenomeno che l’hanno visto tutti ( meno male! ), che ho filmato e fotografato, e che è stato commentato anche dai giornali locali all’indomani.

Fra le 12 e le 14 del pomeriggio di domenica 3 agosto 2014, è comparso un arcobaleno a forma di cerchio intorno al sole, dapprima ravvicinato rispetto alla palla solare  e poi via via sempre più largo, per uno spettacolo davvero incantevole, da me mai visto prima, che ha spinto  i tanti pellegrini presenti nel luogo a rimanere stupefatti con lo sguardo levato al cielo per tutto il tempo del fenomeno!

Ci sono due cose che non quadrano, sul piano della normalità del fenomeno, di cui hanno parlato gli esperti all’indomani sui giornali: il fatto che l’arcobaleno sia un fenomeno atmosferico strettamente legato alla pioggia, e a Medjugorje non pioveva da tre giorni. E  il fatto che l’arcobaleno si formi molto distante dal sole e non a fare da corona ravvicinata come invece abbiamo visto noi, lì sul posto, per ben due ore.

Ma non è questo ciò che mi interessa sottolineare, lasciando volentieri agli scettici gli approfondimenti scientifici del caso, circa la non inspiegabilità del fenomeno.

Ciò che mi è venuto spontaneo  da subito, guardando quella meraviglia  che appariva ai miei occhi, è di collegarlo a quanto la Bibbia riferisce sul significato simbolico dell’arcobaleno.

Nel libro della Genesi, alla fine del diluvio universale, Dio parlò a Noè e ai suoi figli con lui dicendo:

«Quanto a me, ecco, stabilisco il mio patto con voi, con i vostri discendenti dopo di voi e con tutti gli esseri viventi che sono con voi: uccelli, bestiame e tutti gli animali della terra con voi; da tutti quelli che sono usciti dall’arca, a tutti gli animali della terra.

Io stabilisco il mio patto con voi; nessun essere vivente sarà più sterminato dalle acque del diluvio e non ci sarà più diluvio per distruggere la terra».

Dio disse: «Ecco il segno del patto che io faccio tra me e voi e tutti gli esseri viventi che sono con voi, per tutte le generazioni future.

Io pongo il mio arco nella nuvola e servirà di segno del patto fra me e la terra.

Avverrà che quando avrò raccolto delle nuvole al di sopra della terra, l’arco apparirà nelle nuvole; io mi ricorderò del mio patto fra me e voi e ogni essere vivente di ogni specie, e le acque non diventeranno più un diluvio per distruggere ogni essere vivente.

L’arco dunque sarà nelle nuvole e io lo guarderò per ricordarmi del patto perpetuo fra Dio e ogni essere vivente, di qualunque specie che è sulla terra».

Dio disse a Noè: «Questo è il segno del patto che io ho stabilito fra me e ogni essere vivente che è sulla terra» (Genesi 9,8-17)

L’arcobaleno è dunque  il segno dell’avvenuta  riappacificazione  fra Dio e gli uomini. A indicare che non ci sarà mai più una nuova distruzione dell’umanità, come fu quella al tempo di Noè. E ciò non in virtù della bontà dell’uomo, che oggi come allora  volta le spalle al suo Dio, ma in virtù della misericordia di Dio, che si mantiene fedele alla sua promessa.

Mi piace pensare che quell’arcobaleno  atipico, visibile nella sola Medjugorje, stia ad indicare che la rinnovata alleanza di pace fra Dio e  l’umanità del nostro tempo venga  “procurata”  proprio dalla Madonna, che appare in quel luogo  non a caso con il titolo di “Kraljica Mira”, che in croato significa “Regina della Pace”.