Chiusa l’inchiesta su Medjugorje: si attende il verdetto del Papa

Giovanni Fortuna Lun, 16/02/2015 - 21:19

Il 17 gennaio 2014, dopo quattro anni dal suo inizio, il lavoro della Commissione d’inchiesta sulle apparizioni della Madonna a Medjugorie si è ufficialmente concluso.  Tutto era iniziato nel marzo 2010, quando l’allora Papa in carica Benedetto XVI aveva istituito una Commissione d’inchiesta, presieduta dal Cardinale Ruini e formata da teologi, medici, psicologi ed esperti di mariologia, per appurare se nelle apparizioni della Madonna a Medjugorje, un piccolo villaggio della Bosnia Erzegovina,  ci sia davvero del soprannaturale.  Com’è noto il fenomeno delle apparizioni va avanti da più di un trentennio, ma da Roma non è ancora giunta una risposta definitiva.  I risultati dello studio di questa Commissione, che ha interrogato i protagonisti e molti testimoni, sono adesso nelle mani della Congregazione per la dottrina della fede.  Fonti attendibili del Vaticano riferiscono che i risultati dell’inchiesta, nel giro di un mese, passeranno sul tavolo di Papa Francesco, dal quale si attende il pronunciamento definitivo.  Ma cosa c’è da aspettarsi?  È improbabile che venga decretata una bocciatura definitiva, come anche un riconoscimento ufficiale a breve, che non può essere fatto fino a quando il fenomeno è  ancora in svolgimento.  La prima ipotesi è da escludere per una miriade di motivi che sono sintetizzati nel criterio di giudizio fornito da Gesù stesso nel Vangelo: “non c’è albero buono che dia frutti cattivi, né albero cattivo che dia frutti buoni. Ogni albero si riconosce dai suoi frutti” (Lc 6, 43-44).  I frutti di Medjugorje sono straordinari: Il miracolo delle tantissime conversioni è stato accompagnato anche – come nei Vangeli e in tutte le grandi apparizioni – da segni straordinari, come le tante guarigioni inspiegabili dal punto di vista della medicina, le quali forniscono l’evidenza dell’intervento del soprannaturale.  Anche di recente un italiano di 37 anni di nome  Cristian, sposato e con due figli, ammalato di Sla dal 2008, arrivato da Cosenza a Medjugorje in pellegrinaggio, immobilizzato su una sedia a rotelle, alla collina delle apparizioni ha ricominciato a camminare e ora sta tornando alla vita normale. Sono in corso tutte le verifiche scientifiche e i medici sono sbalorditi perché è noto che dalla Sla non è umanamente possibile guarire.  E poi ci sono le numerose conversioni e le altrettanto copiose vocazioni sacerdotali che sono in controtendenza,  rispetto ad altre parti del mondo dove sono invece fortemente in calo.  Non si può ignorare l’evidenza di questi “frutti”.  Ma neanche si può pensare a un riconoscimento ufficiale fino a quando le apparizioni sono ancora in corso, perché laddove questo c’è stato, come a Fatima e Lourdes, è avvenuto solo alla conclusione delle apparizioni.  E allora è probabile che il Papa si limiti a riconoscere Medjugorje come “Santuario mariano”, ed a consentirne l’affluenza con pellegrinaggi ufficiali organizzati in seno alla Chiesa direttamente dal Vescovo delle chiese locali, cosa che oggi non è consentito realizzare se non in forma privata, con la presenza di una guida spirituale.  Auspichiamo che questa ufficialità venga decretata al più presto.