CONVENTION DI FRATELLI D’ITALIA A BOLOGNA: CON GIORGIA MELONI FA IL TUTTO ESAURITO

Giovanni Fortuna Dom, 08/09/2019 - 20:29

 

Ieri pomeriggio a Bologna, in un sabato settembrino di fine estate, si è dato vita a una  ‘convention’ nazionale di ‘Fratelli d’Italia’ alla presenza di una folla straripante di aderenti al partito che, a detta di molti, non si vedeva da tempo.

La presenza del leader nazionale Giorgia Meloni ha certamente avuto una leva di richiamo significativa, ma il clima di aumento dei consensi di ‘Fratelli d’Italia’, che si respira a Bologna e più in generale in Emilia Romagna, da qualche tempo a questa parte, rispecchia il trend nazionale di ascesa progressiva di questo partito, registrato nelle ultime competizioni elettorali a vari livelli: regionale, nazionale ed europeo.

A fare gli onori di casa, nella sala congressi dell’Hotel ‘Savoia’, sono stati gli esponenti locali di ‘Fratelli d’Italia’: il portavoce metropolitano del partito Lorenzo Tomassini, e i tre parlamentari di FdI eletti in Emilia Romagna – Balboni, Foti e Lucaselli – che hanno scaldato la platea in attesa dell’intervento di Giorgia Meloni. Che si è fatto attendere un po', dal momento che erano presenti anche gli onorevoli Ignazio La Russa e il capogruppo alla camera Francesco Lollobrigida, a cui è stato chiesto di dare un breve saluto.

Per ultimi sono intervenuti due esponenti provenienti dalle fila di Forza Italia: l’onorevole Galeazzo Bignami - per il quale si è trattato di un ‘ritorno a casa’, essendo cresciuto sin da piccolo in un ambiente di destra, figlio di Marcello Bignami, storico esponente politico del partito di Giorgio Almirante – e Marco Lisei, consigliere comunale di Bologna fuoriuscito anch’egli, da poco, dal partito di Berlusconi.

Dopo circa un’ora e mezza dall’inizio degli interventi – fra gli altri l’onorevole fiorentino Giovanni Donzelli e il portavoce nazionale della destra universitaria Stefano Cavedagna – è arrivato il momento di Giorgia Meloni.

“Ringrazio per l’enorme affluenza – esordisce – mi dicono che molti sono stati costretti a tornare indietro perché non c’era più parcheggio…”

Poi va subito al sodo: “Noi rappresentiamo un ‘unicum’ nello scenario politico italiano: siamo l’unico partito rimasto fedele ai suoi valori e coerente con i suoi principi”.

Con riferimento al fatto che si sta formando, in questi giorni, un nuovo governo fra forze politiche che si sono avversate fino a ieri, e che giuravano di non doversi mai alleare fra loro.

Da qui l’invito accorato di scendere in piazza, domani a Montecitorio, per protestare il proprio dissenso a questo ‘inciucio’ di un governo trasformista tra PD e 5 Stelle, al grido accorato: “non nel mio nome!”

Senza simboli di partito ma con il solo tricolore italiano, segno inconfondibile di una linea politica di difesa dei valori nazionali, a cui ‘Fratelli d’Italia’ ha sempre dimostrato fedeltà e coerenza.

Insieme alla difesa dei valori della famiglia e della religione cattolica, che segnano l’identità del popolo italiano, che qualcuno vuole sgretolare.

A questo punto l’onorevole Giorgia Meloni rincara la dose: “Dietro certe scelte politiche, che noi contestiamo, c’è un chiaro disegno di tagliare le nostre radici storiche e la nostra identità culturale!”. Qui la leader di Fratelli d’Italia fa alcuni esempi concreti: l’elezione a commissario europeo di un esponente del PD che aveva svenduto ai francesi, da ministro degli esteri, pezzi di mare italiano ricco di pescherecci, il caso di Sandro Gozzi che da sottosegretario PD al governo italiano è passato al soldo di Macron in Francia, circa 380 aziende italiane cedute alla Francia con tanti marchi di prima qualità.

In questo scenario l’Europa festeggia, per il nostro nuovo governo italiano, e fa stranamente abbassare lo spread: “ma non ci avevano insegnato che nei periodi di instabilità politica lo spread sarebbe salito alle stelle, e in questo mese di crisi di governo da noi invece è sceso vorticosamente?”

A questo punto gli applausi echeggiano scroscianti nella sala, per poi ripetersi quando la Meloni fa riferimento alla battaglia della sinistra contro i crocifissi nelle scuole –“una clave contro la nostra identità religiosa” – e successivamente quando sposta l’attenzione sull’attacco alla famiglia: “viene demolita la famiglia con un chiaro disegno ideologico, che si nasconde dietro ai fatti di Bibbiano!”

L’ultimo riferimento è alle prossime elezioni regionali in Emilia Romagna, per le quali la Meloni ha precisato che oggi non esistono più le roccaforti di un tempo, e che con l’impegno e la serietà di tutti, chiamati ad una mobilitazione a tutto campo, è possibile anche in una regione da sempre a sinistra portare a casa una vittoria di valore storico.

Sempre per il medesimo obiettivo, che muove da sempre l’azione politica di ‘Fratelli d’Italia’: il bene dell’Italia e degli italiani.