Cultura e politica: ponte di unione tra nord e sud

Rosalino Bove Mer, 04/04/2018 - 19:13

La cultura come ponte di unione tra il sud e il nord per consentire uno sviluppo di tutto il comparto, mirando alla tutela della nostra identità nazionale, questo è il tema su cui dobbiamo lavorare alacremente.

Dobbiamo farlo per liberare il concetto di cultura dalla gabbia in cui è stata racchiuso dalla sinistra radical chic, che ne pretende una paternità per nulla naturale, e dobbiamo farlo diventare il volano per l’economia del nostro Paese.

L’Italia è bellissima, è ricca di un patrimonio artistico e culturale che tutto il mondo ci invidia e questo patrimonio è radicato nel dna dell’area liberale del centrodestra che comunque ha un’anima conservatrice capace di uscire dalla globalizzazione di pensiero che ha voluto propinare la sinistra.
Su questa reale consapevolezza si muove l’azione dell’associazione CulturaIdentità.

È giunta l’ora di sfatare un tabù che blocca l’operosità delle persone libere: un artista, uno scrittore, un poeta, è un uomo libero e libero vuole rimanere, non è etichettabile.
Crescere attraverso la politica punto fermo della vita del nostro paese deve essere una priorità: un segnale forte fu lanciato dall’on. Mariastella Gelmini, politico eccellente e persona sensibile con una visione culturale ad ampio raggio, che ha da sempre appoggiato l’idea di questa associazione.
Tocca a noi continuare in questa direzione unificando il paese sotto una bandiera che dobbiamo fare sventolare in modo fiero e orgoglioso, la bandiera della cultura.
C’è chi ha definito l’associazione uno “sparuto pseudo-movimento di destra”, perché? Non c’è nulla di striminzito ma è l’alba di un nuovo modello fondato sull’orgoglio nazionale, e di questo iniziano ad avere soggezione tutti quei soggetti che si sono appropriati, mettendolo in catene, del termine cultura, ed è proprio da queste bugie e da questa soggezione conformista che dobbiamo liberarci e mettere al sicuro un Paese meraviglioso.

Grazie al nostro profondo senso identitario possiamo difendere e promuovere le nostre tradizioni senza farci risucchiare da una globalizzazione selvaggia che rischia di cancellare la storia dei popoli e che alza muri di fronte ad una concezione naturale del concetto cultura come leva per il rilancio del nostro Made in Italy.
È una sfida importante che dobbiamo continuare ad affrontare.

La cultura come leva economica per salvaguardare il made in Italy. 

 

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