GIORGIA MELONI CHIUDE A BOLOGNA LA KERMESSE DI FRATELLI D’ITALIA SULLA MANOVRA FINANZIARIA 2019

Giovanni Fortuna Dom, 01/12/2019 - 19:44

I vertici nazionali di ‘Fratelli d’Italia’ si sono riuniti stamattina, 1 dicembre, a Bologna presso l’Europauditorium di Piazza Costituzione, per fare il punto sulla manovra finanziaria 2019 in discussione in questi giorni in Parlamento, presentando il loro programma di partito e gli emendamenti che intendono apporre alla manovra.

Erano presenti tutti i parlamentari della Regione, gran parte dei quali si sono avvicendati sul palco, insieme ad una componente imprenditoriale e della società civile – toccante l’intervento di una mamma che aveva perso il lavoro per via degli esuberi della ‘Mercatone Uno’ – fino all’ingresso finale della Presidente Giorgia Meloni.

Non a caso è stata scelta Bologna per questo incontro nazionale di partito, essendo ormai vicine le elezioni regionali in Emilia Romagna, fissate al 26 gennaio prossimo, ed essendo la città in cui più si respira un’aria ottimisticamente proiettata a bissare il recente successo dell’Umbria, in cui ‘Fratelli d’Italia’ ha superato la soglia del 10% dei voti.

Il titolo dato alla manifestazione riflette questo entusiasmo diffuso: “L’Italia che pensa in grande”. Come pure l’affluenza registrata in sala è risultata straripante, tanto da costringere gli organizzatori ad aprire ulteriori alloggiamenti laterali per consentire alle persone rimaste in piedi di trovare posto.

Dopo gli interventi dei diversi rappresentanti di partito iscritti a parlare – fra i quali si segnalano i parlamentari Balboni, Foti, Donzelli, D’Urso e Bignami – è stata la volta di Giorgia Meloni, accolta da ovazioni, applausi e sventolio di bandiere che hanno sortito l’effetto di commuovere la Presidente nazionale, sulla quale si è prontamente avventato lo zoom dello schermo gigante, a rivelarne il luccichio degli occhi, subito dopo il suo arrivo, seduta in platea.

A sintetizzare le proposte di modifica alla manovra finanziaria che ‘FdI’ intende presentare in Parlamento, come opposizione, ai partiti governativi, le principali sono: no alla tassa sulla plastica, meno tasse a cittadini e imprese, misure per la famiglia, asili nido gratuiti e aperti a tempo pieno, iva al 4% su tutti i prodotti d’infanzia, reddito d’infanzia e reddito da lavoro al posto del reddito di cittadinanza.

Non è mancata l’occasione di sottolineare alcune ‘frecciatine’ al Partito Democratico locale di Bologna. Come quella relativa alla scelta, del candidato presidente alla Regione Bonaccini, di tappezzare la città di manifesti con la sua immagine, senza inserire il simbolo del suo partito. Quasi che se ne vergognasse, dopo i recenti fatti di Bibbiano e dopo le scelte nazionali del suo partito, di alleanza con il partito nemico dei ‘5 stelle’, che hanno generato non poco malcontento fra i sostenitori della base. Che potrebbero voltargli le spalle il prossimo 26 gennaio, tanto da indurre Bonaccini a smarcarsi dal simbolo del suo partito.

Mentre invece ‘noi – sottolinea la Meloni – non ci vergogniamo del nostro simbolo, sempre coerenti ai nostri valori a differenza di altri, e lo manteniamo sempre bene in vista!”

O come quando è stato fatto presente, dall’onorevole Bignami, che l’unica città d’Europa a mantenere ancora in vita nomi impresentabili di strade come ‘via Stalingrado’, ‘via Lenin’ e ‘via Marx’, è purtroppo la città di Bologna… “mentre l’unica via che noi vogliamo al posto di queste è ‘via dei comunisti’ da questa città’ !!!”.

Risata generale della platea ed applauso scrosciante.

Da ultimo è d’obbligo sottolineare il riferimento a Bibbiano: “Sono stati strappati ingiustamente dei bambini ai loro genitori per darli ad amici, comunità e persone ‘arcobaleno’ – sottolinea Giorgia Meloni – ma noi di ‘Fratelli d’Italia’ siamo andati per primi in quel luogo a denunciare e saremo gli ultimi ad andarcene!!!

Applausi scroscianti. Meloni incalza: “Uno Stato giusto sta con i deboli e i deboli sono sempre i bambini, e uno Stato che non sa difendere i bambini è una cosa indegna!!!”

La sala si infiamma. Stoccata finale: “Io sono stata denunciata per i fatti di Bibbiano: sono contenta – grida Meloni – quella denuncia la considero una medaglia al valor civile!!! La platea diventa una bolgia.

La kermesse giungeva al termine. L’augurio finale, levato dal palco ai presenti, dalla Presidente nazionale del partito di ‘Fratelli d’Italia’, è stato quello di ritrovarsi all’indomani delle prossime elezioni regionali di gennaio, per festeggiare una vittoria elettorale dal sapore storico, dopo 50 anni esatti di monopolio della sinistra in Emilia Romagna, da quando cioè le Regioni furono istituite, nel lontano 1970.