IL 1° LUGLIO 2016 ENTRA IN VIGORE LA LEGGE 52/2015: TUTTE LE NOVITA’ DELL’ITALICUM

Giovanni Fortuna Mar, 28/06/2016 - 16:02

Il 1° luglio 2016, cioè fra qualche giorno, entrerà in vigore la nuova Legge elettorale, denominata Italicum, che fu approvata definitivamente il 4 maggio 2015, dopo un iter travagliato durato più di un anno dalla prima approvazione  alla Camera che fu del 14 marzo 2014.

Vediamo in dettaglio le novità rispetto alla precedente Legge elettorale, denominata Porcellum, che  risaliva a 9 anni fa.

Il primo elemento di novità della nuova Legge è l’addio alle coalizioni : Il premio di maggioranza alla lista sancisce la fine definitiva dello schema basato sulle coalizioni a cui ci siamo abituati negli ultimi vent'anni.

Sarà dunque la lista che arriva prima a ottenere la maggioranza assoluta dei seggi (al primo o al secondo turno) e a governare da sola.

Attenzione però a non confondere la lista con il partito: com'è spesso successo nel passato, sarà sufficiente che due o più partiti si uniscano in una sola lista per aggirare il problema.

È comunque una garanzia di solidità, visto che una lista ha un solo leader, un solo programma, un solo simbolo e un solo gruppo parlamentare. Insomma, la rottura è più difficile.

La seconda novità è segnata dal capolista bloccato: nei 100 collegi esistenti i partiti che otterranno i voti necessari eleggeranno automaticamente il loro capolista, che è bloccato e deciso quindi dal partito.

Solo a partire dal secondo eletto funzioneranno le preferenze: sarà possibile segnalare due nomi sulla scheda elettorale, con alternanza di genere.

Terza novità è il doppio turno: se al primo turno la lista più votata supera il 40%, conquista 340 seggi, ovvero il 55% dei seggi e quindi una agevole maggioranza assoluta. Se nessun partito o lista dovesse raggiungere quota 40, si andrà al secondo turno tra i partiti più votati, chi vince conquista ugualmente 340 seggi.

Gli altri partiti si spartiscono i restanti 290 seggi proporzionalmente ai voti conquistati.

Quarta novità sono le tre diverse soglie di sbarramento : al 3% per tutti i partiti, mentre nella prima versione era del 12% per le coalizioni, dell'8% per i partiti non coalizzati, del 4% per i partiti coalizzati.

Il premio di maggioranza alla lista fa piazza pulita di tutto questo, con una soglia di sbarramento sola, al 3%.

Per evitare un ritorno troppo anticipato alle urne, l'Italicum prevede una clausola di differimento dell’entrata in vigore, prevista al primo luglio 2016 e si applicherà solo alla Camera dei deputati, dal momento che, nel frattempo, il Senato è in procinto di essere riformato in senso depotenziato e non elettivo.

Per arrivare all’approvazione dell’Italicum il premier Renzi aveva posto la questione di fiducia.

Una scelta, questa, che fu annunciata in aula in una selva di fischi e urla dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi, e che ha solo due precedenti nella storia d’Italia: quella della legge Acerbo del 1923 che aprì le porte al fascismo, e la legge Truffa che venne approvata nei primi anni ’50 con presidente del Consiglio Alcide De Gasperi.

In conclusione, c’è da rilevare come la riforma elettorale che entra finalmente in vigore – dopo svariati tentativi di cambiamento che non avevano approdato a nulla – ridisegna  un sistema proporzionale tutto italiano, con premio di maggioranza, soglie di sbarramento e possibilità di ballottaggio che non ha eguali nel resto dell’Europa. Per questo motivo la riforma  è stata battezzata Italicum.

L’augurio è quello di non doverci ritrovare a breve, come paventato da più parti, a dover ridiscutere di nuove modifiche legate alla riforma costituzionale del Senato, in caso di naufragio di quest’ultima all’esito del prossimo referendum  previsto in autunno.

 

 

 

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