IL MIO BUU BUU BUU ALLA SCIMMIA NUDA CHE BALLA

Gianmarco Landi Mar, 05/11/2019 - 13:58

Dopo la commissione Segre contro l'odio di Centrodestra la Sinistra 'Kolta' e 'intellighente' è chiamata ad una nuova e più profonda battaglia: la commissione di censura contro le disapprovazioni collettive verso un membro di minoranza protetta.

Il caso Balotelli a Verona è di scuola. Il nuovo beniamino dei radical chic ha ricevuto sfottò per tutta la partita e quando aveva già praticamente perso, innervosito dall'ennesimo coro di buu susseguito ad un suo errore sul campo, ha buttato la palla in curva invocando l'alibi di Calimero, il piagnucolante pulcino nero di Carosello.

Grandee Balotelli! Dopo Liliana Segre, che ha scoperto di essere afflitta per offese ricevute sul suo profilo social che però non ha e quindi non ha mai ricevuto, anche calimero Balotelli si candida a senatore a vita! Oggi lo sfortunato discriminato che per guadagnare qualche milione l'anno è costretto a subire sfottò da tifosi avversari che cercano di farlo innervosire, dimostra qualità da senatore a vita. In Nazionale è un bidone ma poiché contribuisce alla causa di rieducazione degli italiani, di sicuro la sinistra potrebbe costruire una sorta di personaggio alla Nelson Mandela afro-bresciano, da far luccicare sui media pure senza gli scarpini.

La commissione Segre può quindi ampliare i suoi orizzonti e non limitarsi alla lotta all'odio, bensì ad un trattamento completo di igiene sentimentale degli italiani. Basta limitarsi a coartare linguaggio e pensieri in una scientifica dittatura culturale di orweliana matrice, è giunta l'ora di correggere la profonda radice del male: i sentimenti umani non autorizzati.

D'ora in poi gli avversari della tua squadra si sostengono non si sfottono, specie se membri di comunità protette come neri, ebrei, mussulmani, zingari, gay o donne! Un nuovo vademecum di civiltà deve essere imposto prima dell'accesso in curva.

Il buu è un neologismo per esprimere disapprovazione che è nel dizionario Treccani, ancorché il suono richiama una disapprovazione di retaggio ancestrale, esso non è indice di razzismo. Nel 2013 un nanetto offeso in lungo e largo per la sua altezza proprio dall'Intellighenzia Kolta radical chic, così dichiarava buttando ai porci una perla di intelligenza politicamente scorretta:

"Sono come Balotelli, siccome è un vincente gli fanno buu" [Renato Brunetta al Giornale]. Nano è pure un altro, più famoso di Brunetta, ma a quello si poteva pure spaccare la faccia con un arnese da fotografo oppure bruciare il manichino in piazza.

Di cosa parliamo quindi? Di sfottò delle curve che rendono necessario l'avvento di Catone riedito 2200 anni dopo in tunica radical chic?

Ma andate a quel paese, capre ignoranti e pericolose...

I napoletani negli anni 80 furono accolti al Bentegodi di Verona con una curva di migliaia di bananone gonfiabili, alludendo alla vicinanza all'Africa dei napoletani, ma al ritorno, al San Paolo, la ribattuta dialettica fu da leggenda del politicamente scorretto. I partenopei non replicarono con nessuna coreografia all'inizio della partita, anzi, tolsero pure tutti gli striscioni e stendardi consueti spogliando totalmente la curva. I tifosi veronesi giunti in massa a Napoli, rimasero quasi delusi e continuarono a sfottere con insulti da stadio i napoletani che rimasero fino al fischio di inizio pure in silenzio, facendo imperversare i cori dei tifosi veneti. Nessuno capì fino ad un certo punto di inizio partita in cui un unico 'scultoreo' striscione fu srotolato dalla Curva Sud a replica delle migliaia di banane ricevute.

Esso recitava un'asciutta critica letteraria ad un epigono dell'arte di Shakespeare, come fosse un solenne epitaffio:

'Giulietta è una zoccola'.

Tutto lo stadio esplose come per un goal, mentre i veronesi accusarono il colpo e pure alla Radio Rai si raccontò la prodezza dei tifosi del Napoli che in 60 mila cantarono forza Napoli, Napoli Napoli, forza Napoli Napoli Napoli...

Ne parlarono nei giorni seguenti i giornali di tutta Italia e anche molti di tutti i posti del Mondo, perché anche da una dialettica popolare da stadio tra due parti di Italia, emergeva cosa eravamo e cosa siamo: tanto diversi e tanto unici.

Quella Italia di Napoli-Verona anni 80, con le sue coreografiche banane da carnevale veneziano e la 'pizza in faccia' da Giulietta la zoccola, oggi sarebbe mediaticamente oppressa dalle signorine Rottermaier aspiranti cittadine di Francoforte. Veronesi e napoletani si sfottevano anche con insulti che oggi certuni chiamerebbero razzisti o pericolosi sfondi maschilisti, ed è per questo che l'Italia oggi è il paese in cui il genio e la tradizione sono sotto attacco del 'Karma' di queste scimmie nude che ballano, quelle di Desmond Morris e Francesco Gabbani.

L'Italia non è più la 4° potenza economica al Mondo con il 4° reddito pro-capite, non si qualifica ai mondiali di calcio e quelle primazie culturali del genio italico non ci sono quasi più: oggi apparteniamo al futuro dell'igiene pubblico sentimentale e solo bacchettate ci sono per gli animosi veronesi e i figli di ndrocchia napoletani.

 

Fonti fotografie:  www.corriere.it e www.lundici.it

https://www.corriere.it/cronache/17_dicembre_31/gabbani-sono-stufo-scimm...

http://www.lundici.it/2011/05/giulietta-e-na-zoccola/