IL PAPA AI GIORNALISTI : “AMATE LA VERITA’ E NON GLI INTERESSI DI PARTE”

Giovanni Fortuna Gio, 22/09/2016 - 12:57

Il Papa ha ricevuto stamane in udienza, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico , 400 membri del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

 

 

In apertura d’incontro mons. Dario Viganò, Prefetto della Segreteria della Comunicazione – nuovo dicastero vaticano nel quale è ora inserita la Sala Stampa della Santa Sede – aveva così esordito: “Quanto sarebbe bello che il giornalismo sapesse raccontare le vicende di tante donne e tanti uomini che giorno dopo giorno, con dignità e fierezza, affrontano le questioni della malattia, della mancanza del lavoro, dell’impossibilità a costruire un futuro. Perché – aveva proseguito – non coltivare il gusto per le notizie buone, quelle che non fanno mai capolino tra i grandi titoli dei giornali e della Tv che sembrano preferire tutto ciò che è segnato da violenza e da sopraffazione?”

Dopo Mons. Viganò è stata la volta del  Presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino, che donando al Papa un assegno per le vittime del terremoto ha ricordato, nel suo intervento, un giovane cronista ucciso dalla camorra all’età di 31 anni: Giancarlo Siani, una delle tante ‘schiene dritte’ del giornalismo italiano.

Quando da ultimo ha preso lui la parola, nel trattare della professione giornalistica, il Papa  ha subito alzato l’asticella del mestiere verso i suoi valori più nobili, dimostrando di comprendere a fondo il lavoro del cronista.

Tre sono in sintesi le raccomandazioni rivolte dal Papa ai giornalisti: amore della verità, professionalità e cura della dignità delle persone.

“Amare la verità vuol dire non solo affermare, ma vivere la verità, testimoniarla con il proprio lavoro (...) La questione qui non è essere o non essere un credente. La questione qui è essere o non essere onesto con sé stesso e con gli altri. La relazione è il cuore di ogni comunicazione. Questo è tanto più vero per chi della comunicazione fa il proprio mestiere. E nessuna relazione può reggersi e durare nel tempo se poggia sulla disonestà”.

Sulla seconda raccomandazione, relativa alla professionalità, Francesco ha invitato i giornalisti a "non sottomettere la propria professione alle logiche degli interessi di parte, siano essi economici o politici".

 

A proposito della cura della dignità delle persone, il Papa ha precisato: "Il giornalismo deve sempre rispettare la dignità della persona. Un articolo viene pubblicato oggi e domani verrà sostituito da un altro, ma la vita di una persona ingiustamente diffamata può essere distrutta per sempre!"

Il Papa ha in conclusione rivolto alla platea un augurio finale: “Compito del giornalismo è far crescere la dimensione sociale dell'uomo. Auspico che sempre più e dappertutto il giornalismo sia uno strumento di costruzione, un fattore di bene comune, un acceleratore di processi di riconciliazione; che sappia respingere la tentazione di fomentare lo scontro, con un linguaggio che soffia sul fuoco delle divisioni, e piuttosto favorisca la cultura dell’incontro.

Voi giornalisti – ha scandito alla fine Bergoglio – potete ricordare ogni giorno a tutti che non c'è conflitto che non possa essere risolto da donne e uomini di buona volontà".

Se i conflitti e le guerre imperversano in ogni dove, tra gli Stati come nelle famiglie e nella società civile, ci viene il dubbio che questo auspicio ai professionisti della comunicazione, fatto per il futuro dal Pontefice, sia stato fino ad oggi ampiamente disatteso.

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