Il Segretario Generale della Fismic Confsal Roberto Di Maulo spiega i vantaggi del sistema

Rosalino Bove Dom, 04/08/2013 - 00:20

Si tratta di una rivoluzione. Silenziosa, ma concreta. Cominciata a Pomigliano il 15 giugno del 2010.  Con vincitori e senza vinti.  Reale e non virtuale.  Ha modificato, e sta modificando, in senso positivo lo “status” di 86 mila lavoratori italiani del Gruppo Fiat e la speranza di chi l’ha cominciata è che si estenda prossimamente ad altre importanti realtà produttive del nostro Paese.  È il contratto specifico di livello dei dipendenti del Lingotto, voluto dalla Fismic-Confsal (il sindacato autonomo dei metalmeccanici) e condiviso e sottoscritto anche da altre organizzazioni sindacali responsabili (Fim-Cisl, Uilm-Uil, Uglm e AQCF).   La “rivoluzione” si chiama “Contratto di Prossimità” ed è cominciata circa tre anni orsono con l’accordo di Pomigliano, un accordo che ha dato uno scossone – non senza forti polemiche e pesanti critiche da parte delle forze conservatrici del mondo sindacale, persino con ricorsi in Tribunale -  a un sistema delle relazioni industriali mastodontico e obsoleto che si è dimostrato completamente al di fuori di una realtà internazionale che nel frattempo è fortemente cambiata.  La globalizzazione prima e la crisi esplosa nel 2008 con la contagiosa bolla immobiliare statunitense poi hanno indotto i maggiori Paesi dell’Occidente industriale a reagire.  E comunque già prima di questi eventi, le più importanti realtà imprenditoriali del mondo occidentale avevano provveduto, con ragionevole e lungimirante anticipo, a strutturare un sistema di relazioni sindacali e una serie di impianti contrattualistici adeguati ai tempi.  Così non è stato in Italia, dove il sistema cosiddetto concertativo, le tre grandi Confederazioni sindacali nazionali e la Confindustria hanno di fatto soffocato le aspirazioni a ogni cambiamento, anche minimo, nel sistema delle relazioni sindacali che è pertanto rimasto ancorato a modalità che forse potevano essere accettabili negli Anni 60-70-80, ma che ormai da tempo sono fuori da una realtà internazionale in continuo mutamento. 

In questo contesto storico, la “rivoluzione” cominciata con Pomigliano e conclusasi al momento – per quanto riguarda il mondo Fiat – con la tappa del rinnovo della parte salariale l’otto marzo scorso a Torino, rappresenta oggi la vera e unica novità nel mondo del lavoro da numerosi decenni a questa parte.  Non  bisogna dimenticare che in prima fila, in questa ventata di rinnovamento, in questa “primavera” contrattuale, c’è stata la Fismic. Il suo Segretario Generale, Roberto Di Maulo, ha creduto fin dall’inizio in questo nuovo sistema contrattuale, scaturito dai continui e serrati confronti con la controparte, che viene definito come sistema dei “contratti di prossimità”.  Segretario Di Maulo, che cosa è concretamente cambiato dall’accordo di Pomigliano in poi?  - << Nel Paese sono cambiati radicalmente gli atteggiamenti negoziali e, sulla scia di quell’accordo, alcuni dei tabù che reggevano dal secondo Dopoguerra si sono definitivamente infranti. >> -Quali? - << Innanzitutto è caduto il potere di veto del sindacato antagonista che ha permesso per lunghi anni alla Cgil di godere degli effetti positivi di governare i processi e di essere contemporaneamente all’opposizione. Inoltre si è sgretolato il moloch dell’inderogabilità del Contratto Nazionale, uguale per tecnici, quadri e manovali; uguale per aziende piccole, medie e grandi; uguale per aziende in buono stato e per aziende in crisi; uguale insomma per tutte le aziende a prescindere dal contesto sociale ed economico nel quale sono inserite. >> - Come si è arrivati al contratto di prossimità? - << Qui occorre fare una premessa. Il potere di veto del sindacato antagonista, parliamo soprattutto della Cgil, e l’inderogabilità del Contratto Nazionale erano e sono strettamente collegati. L’intesa di Pomigliano (a cui sono seguite altre importanti intese) l’uscita di Fiat da Federmeccanica e la stesura del primo Contratto Specifico Fiat hanno dato a quel sistema uno scossone di proporzioni bibliche. Il Contratto Nazionale, ed è questo il vecchio presupposto che ha bloccato per anni il sistema, è la guida principale, da cui è possibile derogare solo in casi eccezionali e in presenza di congiunture particolari. Ma nel frattempo è accaduto un fatto nuovo. >> - Quale? - << Il precedente governo, anche in risposta alle raccomandazioni dell’Unione Europea, il 13 agosto del 2011 ha promulgato una riforma strutturale degli assetti contrattuali del nostro Paese, definendo nell’articolo 8 la possibilità di deroga dal Contratto Nazionale. Di conseguenza si sono aperti scenari completamente nuovi, in grado di fare della contrattazione collettiva e delle relazioni industriali fattori di sviluppo. >> - Però quell’articolo 8 del decreto del 13 agosto 2011 è contestato da alcune parti politiche e sindacali e si parla di un referendum per la sua abrogazione… - << E infatti la Fismic ha aderito al Comitato per il no al referendum sull’articolo 8. >> - Quali sono i vantaggi del contratti di prossimità? - << Uno dei principali fattori positivi è rappresentato dalla parte salariale. Mi spiego meglio: nel vecchio sistema del contratto nazionale la parte salariale viene rinnovata ogni tre anni. Ma oggi i cicli economici sono cambiati, non sono più quelli degli anni Sessanta quando la richiesta sindacale coincideva quasi sempre con una fase alta del ciclo produttivo. Oggi non è più così. Le crisi sono continue e le fasi di maggiore produttività non hanno una cadenza fissa. Il contratto di prossimità permette di rinnovare la parte salariale annualmente. L’annualità dà una maggiore certezza sul quadro di riferimento e permette ai lavoratori una rivalutazione degli stipendi basata su una contingenza che possiamo considerare praticamente in tempo reale. Si ottiene pertanto un adeguamento salariale più rispondente all’effettivo costo della vita e il salario perde senz’altro meno potere d’acquisto  rispetto al vecchio sistema del rinnovo triennale, anzi in alcuni casi lo guadagna. >> - Perché allora alcune organizzazioni si oppongono a questo sistema innovativo? - << Ma perché il grande contratto nazionale con le grandi confederazioni sindacali dà maggiore potere alle stesse confederazioni. Fiat, in questo senso, ha sparigliato le carte di un sistema comunque votato a un’implosione. Il contratto di prossimità è valido per tutte le aziende, ma soprattutto per le piccole  e medie imprese che possono avere così una maggiore elasticità.. Ma c’è un’altra cosa che voglio sottolineare. >> - Quale? - << Il vecchio sistema contrattuale ha avuto l’effetto di portarci al diciassettesimo posto in Europa nella classifica dell’entità degli stipendi e al secondo posto nella classifica del costo del lavoro. Un quadro deprimente. E allora bisogna uscire da questo moloch del contratto nazionale valido per tutti: grandi e piccole imprese, lavoratori che lavorano e dipendenti che non lavorano, che peraltro sono una minoranza. E’ necessario premiare il merito e la produttività  e per fare questo bisogna avvicinarsi al luogo del lavoro, conoscere la realtà particolare di un’impresa che ha i suoi specifici problemi, che ha i suoi particolari obiettivi con metodiche e tempistiche che non possono essere uguali ad altre imprese, anche se appartenenti allo stesso settore. Bisogna inoltre andare incontro ai dipendenti che si impegnano con responsabilità e coscienza nel loro lavoro e per questo vanno premiati. Altrimenti passa la logica del 6 per tutti che premia soltanto chi non vuole lavorare e chi fa il furbo. Questo è il contratto di prossimità. In Germania un sistema contrattuale così definito è stato adottato da parecchio tempo e quando c’è stata la riunificazione delle due Germanie, Est e Ovest, i salari sono stati fermi perché la situazione richiedeva un grande senso di responsabilità e alcune pesanti rinunce da parte di tutti i cittadini. Successivamente gli aumenti salariali sono ripartiti e oggi gli operai tedeschi, con il sistema  dei rinnovi annuali della parte economica, possono godere di uno stipendio più alto dei nostri operai. E a questo proposito voglio sottolineare che nel rinnovo della parte economica del contratto di prossimità Fiat, firmato l’otto marzo scorso dalla Fismic, l’aumento di stipendio è stato superiore a quello del contratto nazionale firmato con Federmeccanica, l’organizzazione delle industrie del settore metalmeccanico. >> - Segretario Di Maulo, quali sono gli ostacoli principali a questo processo di rinnovamento che comunque è cominciato? - << La Confindustria è un ostacolo perché è una lobby professionista, infatti fa del lobbing la sua professione.  La Confindustria è un ostacolo mortale a questi processi di rinnovamento, così come sono ostacoli mortali le tre grandi confederazioni sindacali - Cgil, Cisl e Uil - con il loro modo di considerare  le relazioni sindacali. Un modo superato che non c’è più in nessun altro Paese del mondo occidentale. >>