Intervista al Senatore Felice Casson: "Norme a tutela dei lavoratori, dei cittadini e dell’ambiente dall’amianto"

Rosalino Bove Mar, 01/10/2013 - 17:34

 Senatore Casson, per quale motivo ha ritenuto utile presentare il Disegno di Legge riguardante le “Norme a tutela dei lavoratori, dei cittadini e dell’ambiente dall’amianto, nonché delega al Governo per l’adozione di un testo unico in materia di amianto”, cosa l’ha spinto a proporre queste direttive?

<< La materia dell’amianto è quasi una sorta di fil rouge che collega la fase finale della mia attività da magistrato rispetto a quella di parlamentare, infatti l’ultimo processo che io avevo portato avanti era quello relativo ai morti di amianto alla Fincantieri di Porto Marghera e alle tre mogli di operai uccise da mesotelioma pleurico, tipico di amianto.  In quel passaggio io avevo collaborato con una commissione “Infortuni e Morti sul lavoro” come consulente e quindi arrivando poi in Senato nel 2006, in cui ho ricevuto il testimone dal Senatore Antonio Pizzinato (già Segretario Generale della CGIL, che non tornava in Parlamento) ho seguito tutte le questione relative alle vittime dell’amianto e al risanamento ambientale dall’amianto.  Lavorando con le Associazioni Esposti Amianto, coi Sindacati, con dei tecnici e con alcuni avvocati abbiamo messo insieme delle norme proprio per fare in modo che si possa arrivare finalmente ad una reale ed effettiva tutela dall’amianto.  Il disegno di legge è stato ripresentato subito anche in questa legislatura proprio perché è un tema fortemente sentito e che riguarda tutte le regioni d’Italia. >>

Per quanto concerne la salute dei lavoratori e dei cittadini non crede, quindi, che l’amianto possa essere considerato una vera e propria piaga sociale?

<< Sì certamente, d’altra parte i numeri sono terrificanti, basta fare un esempio: noi consideriamo una piaga sociale il numero di morti sul lavoro ogni anno, e ce lo ricorda sempre il Presidente della Repubblica, che sono scesi solo di recente sotto le 1000 unità. Mentre, pensate, che le vittime dell’amianto in Italia, ogni anno, sono almeno tre volte tanto, tra i 3 e i 4 mila.  Da questi numeri ci rendiamo conto della gravità della situazione, del fatto che è proprio una gravissima piaga sociale.  E come ulteriore aggravante è che il picco di questi decessi di amianto si avrà all’incirca tra il 2020 e il 2025, quindi un grave fenomeno che continuerà a riprodursi ancora per tanti anni. >>

Senatore, secondo il suo parere, nel corso di questi ultimi decenni, dopo che è stata accertata la nocività dell’amianto ci sono stati rappresentanti Istituzionali che hanno avuto un atteggiamento superficiale nel gestire tale problematica?

<< Certamente sì, e direi quantomeno superficiale se non peggio, perché basta ricordare ancora una volta dei dati numerici e cioè il fatto che sentenze di cassazione, e quindi al massimo livello giurisdizionale, ci hanno detto e confermato che si sapeva quanto l’amianto fosse cancerogeno almeno dai primi anni sessanta.  Infatti l’industria ne era a conoscenza almeno dal 1960 come accertato da documenti emersi dalle varie indagini della magistratura e purtroppo nonostante le prime evidenze scientifiche, le prime normative italiane in materia di amianto risalgono solo al 1992 e 1993, quindi trenta anni dopo, il che vuol dire che per trent’anni le Istituzioni pubbliche hanno accettato sostanzialmente che i lavoratori si ammalassero e morissero a causa dell’amianto. >>

La criminalità organizzata può avere avuto un ruolo importante nella diffusione dell’utilizzo dell’amianto?

<< Per quanto concerne la gestione delle Industrie e delle vecchie fabbriche no, invece certamente è intervenuta sotto l’altro punto di vista che è quello della gestione dei rifiuti.  Il problema dello smaltimento dei rifiuti è un problema di grandi ed enormi profitti e in quanto tale è un problema che interessa certamente la criminalità e la grande criminalità, e quindi rientra anche la questione dei rifiuti dell’amianto all’interno della gestione e commercializzazione dei rifiuti in cui si interessa sempre di più la grande criminalità organizzata. >>

Qual è stato l’atteggiamento dell’Unione Europea verso questo tema estremamente delicato?

<< L’Unione Europea come organismo comunitario, direi, ha agito sempre positivamente con iniziative, direttive, raccomandazioni volte a fare in modo che gli Stati membri fossero sensibilizzati e adottassero normative per tutelare i lavoratori, la popolazione e l’ambiente dall’amianto.  Questo a livello di comunità.  Per quanto riguarda gli Stati membri non tutti hanno seguito le indicazioni della Comunità Europea e nella fase iniziale neanche l’Italia.  Basta ricordare quello che dicevo prima sul fatto che sono passati trent’anni dall’evidenza scientifica della cancerogenità dell’amianto e che son passati anche diversi anni tra le prime normative europee e la normativa nazionale, e quindi c’è stato bisogno di un po’ di tempo non soltanto per l’Italia, ma per qualche altro Stato anche di più. >>

Senatore, da parte dei suoi colleghi parlamentari, come è stata accolta questa sua proposta di legge?

<< Ma guardi, noi ancora nella prima legislatura, che è stata quella del breve periodo del Governo Prodi 2006-2008, siamo riusciti con un emendamento che ho firmato io per primo, ma l’han firmato sostanzialmente tutti i Senatori del centro sinistra, siamo riusciti a istituire il fondo Vittime dell’amianto che doveva essere fatto funzionare entro tre mesi.  Poi però c’è stato il cambio di Governo a inizio 2008: è diventato Ministro del Lavoro Sacconi, e ricordo che c’è stata proprio un’attività di sabotaggio del Ministro Sacconi, nei confronti di queste vittime, e invece di istituire il fondo e di farlo partire entro tre mesi, ci ha messo tre anni, nonostante le sollecitazioni ripetute in aula con interrogazioni e interpellanze.  Con una scusa o con l’altra, il Ministro è andato avanti circa tre anni!  Invece devo dire che più di recente, quando abbiamo sottoposto all’aula del Senato le risoluzione in materia d’amianto, da parte dei parlamentari c’è stato un consenso totale, pressoché unanime.  Il vero problema è quello dei notevoli finanziamenti necessari, in particolare, per arrivare al censimento e allo smaltimento di tutti i rifiuti d’amianto. >>

A che punto è l’iter parlamentare del suo disegno di legge?

<< È all’esame della Commissione Lavoro, i problemi sono quelli che si conoscono, cioè la carenza di disponibilità finanziaria.  Però è all’esame della Commissione di merito competente. >>

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