L’inutile veto di Di Maio

Rosalino Bove Mer, 04/04/2018 - 19:20

 

 

Di Maio non può continuare su questa linea, non può porre il veto contro Berlusconi, aggraziandosi chi, guardando in cielo, vede soltanto 5 stelle, altrimenti dimostrerebbe una totale ignoranza istituzionale.
In quel cielo ci sono miliardi di stelle che rappresentano la democrazia di un Paese che riconosce il giusto merito a FI, unico partito custode dei valori liberali in Italia e fulcro del centrodestra.
Come può pretendere di avere un incarico da Presidente del Consiglio se non rispetta il voto di milioni di italiani? Il centrodestra è unito e la campagna elettorale è finita da un pezzo.
Di Maio cerchi di capire che, comportandosi in questo modo, i vincoli li mette nei confronti degli italiani che si sentono rappresentati da Forza Italia, e nei confronti di tanti dirigenti e persone che si spendono con passione per i bisogni dei propri territori e delle proprie comunità, senza dimenticare che il Presidente Berlusconi è vittima di una persecuzione giudiziaria assurda e senza i golpe la storia politica del Paese sarebbe stata completamente differente; vinca i suoi pregiudizi e dimostri maturità politica.
In questo momento c’è la necessità di rimettere in piedi il Paese che ha bisogno di un Governo ma è impensabile che nasca un Governo senza FI.
Serve senso di responsabilità e maturità.
È inimmaginabile che FI e LEGA si dividano a causa di un veto dogmatico perché c’è rispetto e coesione e c’è un programma comune, vincente e realizzabile, che permetterà all’Italia di rimettersi in cammino.