LA “LOTTA CONTRO IL DRAGO”: METAFORA DELLA VITA

Giovanni Fortuna Gio, 01/09/2016 - 18:51

Una lettura TEOLOGICA  della “LEGGENDA DEL DRAGO”

(rappresentazione scenica tratta dal libro omonimo, giunta alla 4^ edizione, a cura dell’Associazione Culturale “STIGLIANO EVENTI”, in provincia di Matera, Basilicata)

 

La scena finale della suggestiva rappresentazione teatrale a cui ho assistito, in una sera di vacanza estiva al mio paese natio, momento topico di tutta la vicenda storico-locale ricostruita, risalente al XV secolo e intrisa di aspetti mitologici, mi ha come rapito dal contesto in cui il tutto era ambientato, schiudendomi a una lettura trascendente, di antropologia cristiana, in cui ho visto il destino di ogni uomo chiamato a lottare contro il male per tutto il tempo del suo soggiorno terreno.  E l’epilogo vittorioso del Principe contro il drago, attraverso l’insperato intervento del soprannaturale che cambia l’esito di una lotta impari, a favore dell’uomo destinato a soccombere dinanzi a una forza a lui superiore, mi ha rischiarato la mente sulla natura stessa dell’uomo.  Mi sono così identificato nella figura del protagonista e ho visto riflesso in lui ciascuno dei presenti allo spettacolo, accomunati tutti per natura, dalla stessa condizione di vita contro le avversità dell’esistenza.  In essa ho riscontrato che le varianti di questa lotta, decisive sull’esito finale del prevalere o del soccombere dell’uomo sul male, fossero per tutti noi, come lo è stato per il Principe contro il drago, il RAVVEDIMENTO e la FEDE.  Sono queste le armi vincenti che aprono la via dell’aiuto soprannaturale e che garantiscono la vittoria finale, per prevalere anche noi, oggi, contro gli immancabili  draghi della nostra quotidianità terrena.

 

Il Principe della “Leggenda del drago” (riproposizione scenica di un testo scritto giunta ad agosto 2012 alla sua 4^ edizione, a cura dell’Associazione culturale “Stigliano eventi”), prima di affrontare il combattimento finale contro la bestia immonda, si affida con fede e nella preghiera all’invocazione dei Santi, consapevole del fatto che il suo nemico da affrontare è Satana, e che da solo non può sconfiggerlo.  (E’ nell’Apocalisse di San Giovanni, ultimo libro del Nuovo Testamento, che Satana viene rappresentato simbolicamente come drago: il riferimento è dunque biblico).   Ma la fede aveva bisogno di un tassello ulteriore, per far scattare l’aiuto divino, che viene incontro all’uomo liberandolo dalle grinfie del maligno in cui continuamente può ricadere: il ravvedimento.  E così è stato per il Principe: solo nel momento in cui capisce che ha commesso tanto male contro il suo popolo, per averlo governato sfruttandolo nell’arricchirsi a suo danno, senza corrispondere il giusto salario, solo allora, dicevo, con il ravvedimento pentito, riceve l’aiuto di Dio che risulterà decisivo per la sua vittoria sul male!  Ecco i due tasselli ricostruiti, inscindibilmente legati per la buona riuscita della lotta, a cui anche noi siamo sottoposti quotidianamente: fede e ravvedimento.  Il Principe ora è disposto a morire per il suo popolo, pentito per il male arrecatogli, e trova il coraggio di affrontare il drago che vuole uccidere lui lasciando in cambio salva la sua gente.  Ma Dio gli viene in aiuto e lo salva, perché  ha ottenuto quanto chiedeva, per liberarlo dal male: l’affidamento a Lui e il riconoscimento pentito del male commesso.  Ed ecco che una figura bianca femminile, simbolo del soprannaturale mandato da Dio, identificabile in una figura angelica (come tanti messaggeri di Dio che riempiono la Bibbia di episodi salvifici analoghi), o anche identificabile nella Madonna stessa (per la cui devozione gli uomini erigono santuari in tutto il mondo per le tante intercessioni salvifiche da Lei ricevute) viene a rivelare al Principe il punto debole del Drago, il cuore, dove colpirlo per sconfiggerlo definitivamente.  Non a caso il cuore … perché Dio chiede agli uomini di rafforzarlo aprendolo all’amore, mentre Satana, il nemico di Dio, non può che averlo debole, il cuore, perché istigatore di odio e di discordie.  E mentre andava in scena la battaglia finale, ricca di effetti speciali e di musiche suggestive, io ho immaginato quello che qui ho cercato di descrivere, vedendo il drago come il nemico immancabile di ciascuno di noi e immedesimandomi nel Principe mentre combatteva, sicuro del fatto che, con l’aiuto di Dio e alle condizioni di cui sopra, l’uomo e cioè tutti noi, è destinato a vincere contro il male!  Complimenti vivissimi all’organizzazione dello spettacolo e agli attori che mi hanno regalato questo bellissimo momento d’estate, pregno di contenuti per la vita.

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