LA MAGNA CARTA COMPIE 800 ANNI: FU L’INIZIO DI DEMOCRAZIA E DIRITTO

Giovanni Fortuna Lun, 15/06/2015 - 13:28

15 giugno 1215: esattamente 800 anni fa veniva firmato uno dei documenti più famosi al mondo, destinato a diventare un atto precursore per la nascita delle moderne democrazie e del  costituzionalismo occidentale.

Era la “Magna Carta Libertatum”: il primo documento ufficiale a sancire che un re doveva seguire le leggi e garantire i diritti ai cittadini.

Prima di allora il sovrano era sempre stato “ab solutus”, cioè sciolto da ogni vincolo di legge che lo limitasse nel suo agire verso i propri sudditi. Da qui l’espressione di “monarchia assoluta” usata per indicare la forma di governo degli Stati nazionali.

800 anni fa, il re d’Inghilterra Giovanni Senzaterra, succeduto nel 1199 al fratello Riccardo Cuor di Leone, doveva difendere e riconquistare alcuni possedimenti francesi. Qui ingaggiò una guerra con il regno di Francia, finanziata da una forte tassazione applicata ai suoi baroni, che denunciarono pubblicamente questa decisione.

A causa dell’esito negativo della guerra e della successiva rivolta dei baroni, il re d’Inghilterra si vide costretto, durante un incontro con i ribelli avvenuto il 15 giugno nella brughiera di Runnymede,  a una serie di concessioni che costituiscono il contenuto principale della Magna Carta , in cambio della rinnovata obbedienza.

Il testo di questo documento  sanciva anzitutto il principio secondo cui il popolo d'Inghilterra, rappresentato dai baroni, avrebbe potuto limitare il potere di un re, nel caso in cui le sue azioni fossero andate contro gli interessi del Paese.

Quelle regole sono sopravvissute fino ad oggi, e quel documento, scritto in latino, è ritenuto una “pagina” centrale della storia della democrazia, e  uno dei passi fondamentali dell'uomo nel riconoscimento dei diritti del cittadino.

Gli articoli principali riguardano: il divieto per il sovrano di imporre nuove tasse direttamente ai vassalli  senza aver prima ottenuto il consenso del "commune consilium regni", composto da arcivescovi, abati, conti e i maggiori baroni, da convocare con preavviso; la garanzia per tutti gli uomini di non poter essere imprigionati senza prima essere stati regolarmente processati; la proporzionalità della pena rispetto al reato; il futuro principio della legittima resistenza all'oppressione di un governo ritenuto ingiusto; l'integrità e libertà della Chiesa inglese precedentemente messa in discussione  dalla disputa tra Enrico II, padre di Giovanni, e l’arcivescovo di Canterbury Tommaso Becket. Veniva infine  concesso a tutti i mercanti il diritto gratuito di ingresso e di uscita dal paese, tranne quelli provenienti da Paesi in conflitto con l'Inghilterra.

Poche settimane dopo l’approvazione della Magna Carta, re Giovanni scrisse una lettera al Papa implorandolo di annullare il documento e dicendogli che gli era stato estorto con le minacce. Il Papa lo accontentò, ma i baroni si ribellarono di nuovo, facendo scoppiare una guerra civile. Giovanni morì poco dopo di dissenteria e per risparmiarsi problemi con i  riottosi  baroni il suo successore dichiarò la Magna Carta di nuovo valida.

Nel Seicento ci fu un ritorno alla monarchia assoluta, non solo in Inghilterra, con i sovrani della dinastia Stewart che fecero passare in secondo piano la Magna Carta  rispetto alle prerogative di sovrani che sostenevano di regnare direttamente per volere di Dio.

La rivoluzione inglese di metà Seicento, nella quale venne decapitato il re, riportò la Magna Carta in primo piano.

Quando, cento anni dopo, i coloni americani decisero di ribellarsi alla monarchia inglese fecero  appello proprio  alla Magna Carta, consacrandone definitivamente il forte valore simbolico  anche negli Stati Uniti.

Oggi la Magna Carta è considerata come il primo e universale riconoscimento  dei diritti umani e del cittadino.

La sua importanza  è tale che per gli 800 anni dalla sua nascita  è stato aperto  su Twitter l’account @MagnaCarta800th per celebrare l’evento della prima “Carta dei diritti” della storia.

Questa “vecchia pergamena”  rimane per tutti, oggi più che mai, un potente simbolo dei  diritti e delle libertà delle persone. Troppe volte violati  da dittature e crimini contro l’umanità che non devono più insanguinare la storia degli uomini.