LA SALETTE: STORIA DI UN’APPARIZIONE

Giovanni Fortuna Sab, 19/09/2015 - 12:41

 

Il 19 settembre 1846  la Madonna è apparsa a 2 pastorelli di La Salette, un piccolo villaggio della Diocesi  di Grenoble, in Francia. A differenza di altre volte, come a Lourdes e a Fatima, dove la Madonna è apparsa più volte e in diversi giorni, a La Salette l’apparizione è stata unica  ed è durata circa mezz’ora.

I due veggenti, Melanie Calvat  e Maximin Giraud, rispettivamente di 14 e  11 anni , hanno riferito di aver visto una bella Signora che appariva piangente, con il viso fra le mani, seduta e in un atteggiamento di estrema sofferenza.

A un certo punto la Signora si alza, incrocia le braccia sul petto, e sempre piangendo dice: “Avvicinatevi, figli miei, non abbiate timore: sono qui per narrarvi una grande novella”.

Melania riferisce che la bella Signora piange per tutto il tempo dell’apparizione, e questo ci da’ un primo messaggio: le lacrime della Vergine Maria sono versate a causa del peccato con cui il mondo si autodistrugge. Sono le lacrime di una madre per i figli che si perdono con la loro condotta che li tiene lontani da Dio.

Tra le altre cose la Madonna dice: ”Non riesco più a trattenere il braccio di mio figlio!”

Cosa significa? Ella si rivolge a Suo Figlio per intercedere a favore degli uomini, ma a volte l’uomo si comporta talmente male che Maria fa fatica a trattenere il braccio della Giustizia di Dio!

Così  prosegue la bella Signora nel messaggio di La Salette: ”Se il mio popolo non vuole sottomettersi, sono costretta a lasciare libero il braccio di mio Figlio. Esso è così forte e  pesante che non posso più trattenerlo. Da quanto tempo soffro per voi! Se voglio che mio Figlio non vi abbandoni, sono incaricata di pregarlo incessantemente e voi non ci fate caso.”

Si noti la tenerezza e la premura di una madre, in queste parole, che si possono applicare anche all’indifferenza religiosa dilagante di oggi, che non la induce però a indietreggiare nella continua preghiera di invocazione della Misericordia di Dio verso l’umanità.

A un certo punto spiega ai due veggenti quali sono i  peccati più gravi che stanno scatenando la reazione di Suo Figlio: “Vi ho dato sei giorni per lavorare, mi sono riservata il settimo e non me lo volete concedere. E’ questo che aggrava tanto il braccio di mio Figlio. Coloro che conducono i carri nei campi, poi, non sanno che ingiuriare il nome di mio Figlio”.

Ciò che offende e amareggia di più Dio, ci viene a far sapere la Madre celeste, è  il lavoro domenicale e la  bestemmia.

Su questo la Vergine annuncia le conseguenze a cui andranno incontro gli uomini di quel posto se non si convertiranno con preghiere e penitenze: “Se il raccolto va a male, la colpa è vostra. Ve l’ho dimostrato l’anno passato con le patate, ma voi non ci avete fatto caso. Anzi quando ne trovavate di guaste, bestemmiavate il nome di mio Figlio. Esse continueranno a marcire e quest’anno, per Natale, non ve ne saranno più. Se avete del grano non seminatelo. Quello seminato sarà mangiato dagli insetti, le noci diventeranno bacate e l’uva marcirà”.

E qui torna un tema ricorrente, che è nella pedagogia di Dio come dimostra l’episodio biblico della città di Ninive, che condannata da Dio alla distruzione, riesce a salvarsi per la conversione dei suoi abitanti. Anche a La Salette il messaggio si addolcisce: “Se si convertono, le pietre e le rocce si cambieranno in mucchi di grano e le patate si troveranno come seminate da sole nei campi”.

 

Nella parte finale dell’apparizione, la Madonna affida a ciascuno dei due pastorelli un segreto, e  qui c’è tutta la pedagogia di Maria che si ripete, perché anche Bernadette a Lourdes e Lucia, Francesco e Giacinta a Fatima  avevano ricevuto dei segreti. 

Per restare nell’alveo delle sole apparizioni riconosciute ufficialmente dalla Chiesa e decretate come vere, perché se si volesse allargare il discorso anche a Medjugorje, dove la Chiesa ancora non si è pronunciata sulla veridicità delle apparizioni, ma solo perché deve attendere la fine dei fenomeni, essendo le apparizioni  ancora in atto, ebbene anche lì si parla di segreti affidati da Maria ai veggenti, e ancora non rivelati.

Il segreto di La Salette, risalente a quasi 150 anni fa, è stato invece reso noto (come del resto la terza parte del segreto di Fatima)  finalmente nel 2000.

Il segreto riguardava la Francia e il Papa. Sulla Francia la Madonna preannuncia che “perderà la fede”. Infatti oggi  molte Chiese lì si sono chiuse per un forte processo di scristianizzazione e desacralizzazione in atto.

Sul Papa, la Madonna parla di un “Papa futuro che nessuno si aspetta”, probabilmente alludendo Papa Giovanni Paolo II, primo Papa non italiano dopo il Rinascimento.

 ”Gli spareranno addosso per ucciderlo, ma non riusciranno”, profetizza, con una  formula che risulta  più chiara del segreto di Fatima, dove si parlava di un vescovo vestito di bianco che cadeva a terra come morto.

Cinque anni più tardi , nel 1851,  il Vescovo di Grenoble, ossia l’autorità competente a pronunciarsi sulla veridicità di quei fatti, dichiarò che l’apparizione presentava tutti i caratteri della verità, e nel 1879  il Papa Leone XIII  fece incoronare Nostra Signora di La Salette dal Cardinale Guibert, Arcivescovo di Parigi.

Un ultimo riferimento storico, dedicato agli scettici.

Nel luogo dove la Beata Vergine di La Salette stava piangendo, quel 19 settembre 1846, una fontana che in passato dava acqua solo saltuariamente, non ha cessato di zampillare perennemente.

Queste acque miracolose continuano ancora oggi ad operare innumerevoli guarigioni.