La Waterloo del Nazareno

Luigi Deceroli Sab, 20/12/2014 - 21:29

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le premesse di questa disfatta per la democrazia alle ultime regionali in Emilia Romagna e Calabria c’erano tutte.

Dalla spaccatura con il sindacato di sinistra al “Tutti indagati” in Emilia. Certo non era immaginabile un astensionismo di queste dimensioni, soprattutto nella roccaforte emiliana dove ha votato il 37,67%, e in Calabria il 44%, degli aventi diritto. Chi canta vittoria su questo risultato è davvero uno sprovveduto.

Sprovveduto come colui che diceva, dopo il risultato dell’europee 2014, di avere il 40% della Nazione con sé. Giusto per chiarire: parliamo del 40% dei voti espressi con un’affluenza del 58%, che appunto non è la totalità del paese; ma stiamo parlando dell’attuale Presidente del Consiglio: un bluff che si sta sgonfiando da solo. Per chi avesse un briciolo di umiltà e vero senso dello Stato, dovrebbe essere difficile ignorare il dato dell’astensione alle regionali.

Queste elezioni sono state all’insegna del basso profilo, mancando una vera e propria “guerra” elettorale, e l’alternativa ai candidati del PD, che partivano comunque avvantaggiati, è risultata debole. Chi non sapeva chi votare, chi è rimasto deluso dalla finta opposizione di Forza Italia, dai grillini non all’altezza delle aspettative, ha preferito mandare tutti a quel paese rimanendosene a casa. Lo zoccolo duro del partito democratico, i vecchi comunisti dogmatici, i volontari delle varie feste dell’unità, la base della politica “pulita”, si è dissolta nella nebbia della roccaforte rossa.

 

Esaminiamo la vera sconfitta di questo test elettorale: Forza Italia. 

Doppiata dalla Lega Nord, deve la sua disfatta al tentennamento del Cavaliere: fare o non fare opposizione al governo. Penalizzante è stata anche la discutibile qualità dei candidati, alcuni dei quali indagati per lo scandalo rimborsi, e l’inefficienza dei vari coordinamenti regionali. Inopportuna, poi, la difesa dell’On. Toti nei confronti di Berlusconi. Toti, il consigliere politico che sbaglia ogni mossa, lui che deve la sua elezione a Bruxelles all’impegno dell’On. Gelmini e pochi altri, è il primo che deve essere cacciato (e Verdini subito dietro di lui), in quanto la sua presenza in televisione ha recato solo danni.
Berlusconi sta sbagliando tutto: i club Forza Silvio non portano acqua al mulino, la dirigenza è tutta da azzerare, e i cento volti giovani scelti dai “talent scout” (Cattaneo, Bergamini e Toti), non servono a contenere l’emorragia. Ci sono giovani amministratori, consiglieri comunali che valgono, che da anni danno il sangue per Forza Italia, ma vengono preferiti gli “yes men” e gli adulatori.
Purtroppo Forza Italia non incarna più il sogno liberale, non è più nel Dna di chi la rappresenta. Rischiano anche lo scherno e pubblico ludibrio coloro che difendono a spada tratta il Cavaliere, nascondendosi dietro il muro del “non può fare campagna elettorale, è ai servizi sociali”. Purtroppo Silvio non attrae più l’elettore come una volta, non lo comprende più e se lo comprende non lo rappresenta più. La gente si è stancata. Il non aver preso posizione e il non richiedere le dimissioni del coordinatore Regionale dell’Emilia Romagna: l’On. Palmizio, atto dovuto in seguito all’esito elettorale, fa capire come il partito sia allo sbando e Silvio con lui. Berlusconi dal canto suo, annuncia l’ennesima ridiscesa in campo. Tra febbraio e marzo, finiranno i servizi sociali e riacquisterà libertà di movimento. Ma il suo ritorno non credo sarà salvifico per la Nazione, anzi come molti pensano da sempre, coincide solo con l’interesse personale. Salvini ha iniziato la sua scalata come leader del centrodestra, ci riuscirà? Il tempo darà risposta, ma bisogna dargli atto che la sua opposizione al Governo è l’unica che ha fruttato qualcosa. E il Cavaliere pur di salvare il suo impero si attaccherà a tutto e perdonerà tutti, il traditore Alfano in primis, il quale però ha ricevuto un bel pugno in faccia, sia dall’esito elettorale che dall’investitura fatta a Salvini. Come ha detto Vittorio Feltri in un’intervista a “La Zanzara” di Radio 24: “Io l’ho sempre detto. Berlusconi adesso pensa agli affari suoi, lo ha sempre fatto. Se avesse pensato a noi con la stessa intensità con cui ha pensato a se stesso saremmo meglio della Svizzera. Invece se ne è sempre strafottuto dell’Italia”.
Infine, per essere onesti, il Pd emiliano perde circa 322mila preferenze, la Lega Nord ha perso, rispetto al 2010, più di 55mila voti. I partiti di centrodestra perdono quasi 363 mila voti. Il M5s passa da 126mila a quasi 159.500, perdendo metà dei voti raccolti in regione alle europee 2014 e due terzi di quelli alle politiche 2013.

Gli elettori con questa astensione hanno mandato un grande segnale ai due firmatari del Patto del Nazareno: di legge elettorale e affini non interessa nulla a nessuno, quello che preoccupa sono solo le tasse e la situazione disastrosa e allarmante dell’economia nazionale. Avranno capito Silvio e Matteo che è suonato il de profundis del loro accordo? Avranno capito che, come dice la casalinga brianzola, gli è stato urlato, a loro e al Patto del Nazareno, un grosso:

“Ma va dar via al cul”?