Papa Francesco e il Presidente Putin: un nuovo asse

Luigi Deceroli Lun, 02/12/2013 - 22:50

Il 25 novembre scorso a Roma si è tenuta la prima udienza tra il Presidente Russo Vladimir Vladimirovič Putin e Papa Francesco.  Secondo alcune fonti l’incontro voluto fortemente da Putin è stato accettato con altrettanto entusiasmo Oltre Tevere; Papa Francesco è consapevole del ruolo svolto dal leader del Cremlino per favorire una soluzione in Siria.   Putin, che si sta godendo il prestigio di grande potenza, è giunto in Italia sull'onda di due successi diplomatici: la Siria per la quale si è opposto all’intervento militare caldeggiato da Obama e l’Iran dove ha agevolato l’accordo di Ginevra sul nucleare iraniano.  Si è presentato al cospetto del Papa come difensore e protettore della cristianità.  I cristiani, infatti, sono sempre più sotto attacco nel mondo islamico: Medio Oriente e Africa del Nord.  Ai primi di settembre il Papa aveva inviato una lettera al capo del Cremlino per l’occasione Presidente del G20 che si teneva a San Pietroburgo.  Il Santo Padre ha fatto appello ai potenti della terra perché trovassero “… una soluzione che eviti l’inutile massacro a cui stiamo assistendo …” in Siria.  Se da un lato è probabile che gli appelli di Papa Francesco abbiano giocato un ruolo non irrilevante nella soluzione della crisi diplomatica siriana, dall’altro lato il Papa argentino ha così riconosciuto a Mosca il ruolo di attore chiave sulla scena mondiale e il suo importante contributo per la soluzione dei conflitti.  C’è chi parla già di un nuovo ricollocamento geopolitico della Santa Sede vedendo nella Russia di Putin un importante interlocutore per la pace e la difesa della cristianità nel mondo.  Entrambi i leader convergono nella linea di trovare “… una soluzione pacifica del conflitto in Siria, che privilegi la via negoziale e coinvolga le varie componenti etniche e religiose, riconoscendone l’imprescindibile ruolo nella società ...”  La nota del Vaticano spiega che “… è stata sottolineata l’urgenza di far cessare le violenze e di recare l’assistenza umanitaria necessaria alla popolazione ...”.  Lo Zar di tutte le Russie si è presentato anche come interlocutore in difesa della famiglia e della vita umana: il presidente russo ha firmato ultimamente una legge che vieta la pubblicizzazione dell’aborto, le sue leggi contro i diritti chiesti dalla comunità omossessuale sono ormai cosa nota.  È notizia di questi giorni che le adozioni di bambini russi saranno consentite solo all’Italia, in quanto non riconosce i matrimoni gay.  Questo primo incontro tra Bergoglio e il Presidente russo potrebbe anche avere conseguenze nei rapporti tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa russa.  Questa è la quarta visita di Putin in Vaticano: il capo del Cremlino fu ricevuto in precedenza da Giovanni Paolo II nel 2000 e nel 2003, e da Benedetto XVI nel 2007. Lo Zar di Mosca ha portato al Santo Padre il saluto del patriarca di tutte le Russie Kirill.  Non c'è stato tuttavia un invito al Papa da parte del presidente Putin a visitare la Russia, come invece aveva fatto nel 1989 l'allora presidente Michail Gorbaciov a Giovanni Paolo II; anche se un incontro tra Francesco e il Patriarca di tutte le Russie, Kirill, appare oggi più vicino, soprattutto per le dichiarazioni che il Santo Padre ha fatto fin dall'inizio del pontificato: si è presentato al mondo come “… Vescovo di Roma che presiede le altre Chiese nel mondo …”, una novità questa, che pone il Santo Padre, Vescovo di Roma, primo fra eguali.  Inoltre Bergoglio è molto attento all’ecclesiologia ortodossa: “… Da loro si può imparare il senso della collegialità e della sinodalità ...”.  Hilarion Alfeyev, presidente del Dipartimento delle relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, ha dichiarato nei giorni scorsi “… la possibilità di un incontro tra il Papa e il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie in un Paese neutro ...”.  Il luogo neutro potrebbe essere Vienna, sede di una delle diocesi ortodosse occidentali, o Bari, meta di pellegrinaggio di molti russi, in quanto città custode della tomba di San Nicola, patrono della Russia.  Questa nuova fase della diplomazia tra Russia e Vaticano si poteva già scorgere nel comunicato del Presidente Putin dopo l’elezione di Bergoglio al soglio Pontificio: “Sono persuaso che la cooperazione costruttiva tra la Russia e il Vaticano continueranno a svilupparsi con successo sulla base dei valori cristiani che ci uniscono”, ha dichiarato Putin in un messaggio inviato al nuovo Papa.  “Le auguro, Sua Santità, salute, prosperità e un’azione costruttiva nel rafforzamento della pace e nella promozione del dialogo tra le civiltà e le religioni”.  Ci attenderanno quindi relazioni più intense tra il Vaticano e la Russia, sperando in un rapporto più collegiale, e meno di forza, tra i potenti del Mondo.