PROPOSTA DI LEGGE SULL’OMOFOBIA: DIBATTITO PARLAMENTARE RINVIATO A SETTEMBRE

Giovanni Fortuna Mar, 06/08/2013 - 02:08

Non è la prima volta che si andrà a discutere in Parlamento – il dibattito per ora è solo slittato a settembre, dopo che è saltata la seduta del 25 luglio per un gioco di ostruzionismo dei grillini per altri temi – su un disegno di Legge già approvato in Commissione Giustizia, che vuole sanzionare penalmente gli atti di violenza compiuti per motivi di discriminazione, legata all’orientamento sessuale.  Fin qui sono tutti d’accordo.  È giusto cioè che chi compia atti di violenza contro gli omosessuali, spinti dall’odio e dal disprezzo verso il mondo dei gay, trans, lesbo e gender, venga sanzionato penalmente e senza sconti.  Il punto controverso, su cui non c’è convergenza di vedute fra i partiti, è in che modo disciplinare la repressione di questi atti criminosi, di fronte a 2 possibilità giuridiche emerse al riguardo nel dibattito di questi anni.

E poi c’è diversità di vedute  su una seconda questione,  tra i vari schieramenti che siedono in Parlamento, e cioè sulla eventualità o meno di coinvolgere, nella fattispecie penalistica in via di costruzione, anche la semplice manifestazione del pensiero –  vista come istigazione a compiere atti di violenza  –  di chi, mosso da istanze morali o religiose manifesta contrarietà ad alcuni diritti reclamati dagli omosessuali, come il matrimonio gay e l’adozione.

Se passasse quest’ultimo orientamento, previsto dal disegno di legge che si andrà a discutere, articoli come quello comparso sul nostro giornale nel giugno scorso, fortemente critico della legge francese sul matrimonio aperto ai gay, potrebbe essere incriminato come reato di opinione e il sottoscritto rischierebbe fino a 18 mesi di reclusione!

Fortuna che è stato scritto prima, dell’eventuale approvazione del testo non ancora Legge e di una successiva Legge simile a quella francese, e così per il principio d’irretroattività della legge penale non rischio il carcere.  In Francia, dove il reato di opinione di cui sopra e il matrimonio omosessuale sono già Leggi vigenti, sono scattate le manette per più di un caso che ha visto come imputato chi ha liberamente parlato o manifestato contro questa Legge!

A ben vedere, tornando alle cose di casa nostra, questa questione vista nella sua globalità, come dicevo all’inizio, non è nuova al Parlamento italiano, perché ricordo almeno altre 3 discussioni, dibattute in Commissione in passato, (nel 2009, nel 2011 e nel 2012, con i disegni di legge Concia 1 e 2, e Soro, entrambi del Pd) che proponevano soluzioni differenti ma che non erano sfociate in alcuna approvazione normativa.

Questa volta ci siamo: il disegno di Legge “bipartisan”  a firma di Ivan Scalfarotto, deputato PD, e di Antonio Leone del PDL,  denominato “ddl contenente norme per il contrasto all’omofobia e alla transfobia” è stato approvato in Commissione Giustizia il 22 luglio scorso, con i voti favorevoli di Pd, Pdl e Sel, e sarà discusso nelle due Aule parlamentari di Camera e Senato, per la definitiva approvazione.  Non esiste però una posizione unanime all’interno dei due maggiori partiti, tanto che già in Commissione ci sono state  modifiche approvate al testo originario e molte altre il Pdl ha in serbo di avanzare (si parla di qualcosa come 300 emendamenti!) e dunque l’iter per la promulgazione finale della Legge si profila lungo e tortuoso.

Ma vorrei tornare sulle 2 questioni maggiormente dibattute.

Prima questione: il motivo per cui anche in passato non si è raggiunto un accordo è perché si hanno posizioni diverse sul criterio di tipizzazione del nuovo reato.

Se è cosa riprovevole per tutti che gli omosessuali subiscano discriminazioni o violenze a causa del loro orientamento sessuale, è giusto ed opportuno intervenire penalmente a loro tutela, ma in che modo?

In questi anni di dialettica politica sulla questione, sono emerse due posizioni a confronto: quella che vuole incorporare il reato di omofobia e transfobia nella vecchia Legge Mancino del 1993 – come  questo disegno vuole fare – la legge che concerne i reati di violenza e discriminazione per motivi razziali, etnici e religiosi (si vuole aggiungere a ciò i motivi di omofobia e transfobia).

E c’è chi invece vuole statuire la nuova fattispecie sulla falsariga della normativa europea – vedi il Trattato di Lisbona, a cui molti Stati si sono adeguati con Leggi interne di recepimento – secondo cui si prevede un'aggravante specifica quando il reato di aggressione viene commesso contro un cittadino o una cittadina perché omosessuale o transessuale.

E poi c’è una seconda questione: è giusto allargare la punibilità, oltre a chi discrimina e usa violenza,  anche a chi semplicemente esprima un pensiero contrario, per motivi morali o religiosi, a certi diritti che sono rivendicati dagli omosessuali, perché sarebbero discriminanti e istigherebbero alla violenza?

Se passa l’attuale disegno di Legge, che prevede che si incorpori l’omofobia nella Legge Mancino, si attuerà anche tale allargamento di punibilità.

Ciò in virtù del contenuto della Legge Mancino, che contempla il reato di opinione per chi fa apologia di fascismo o incitamento all’odio razziale.  Per l’aggiunta delle espressioni “omofobia” e “transfobia” tra le cause di incitamento alla discriminazione e alla violenza, questa Legge andrebbe a incriminare anche chi semplicemente parla contro tali concessioni di diritto, riferiti agli omosessuali, in quanto ciò verrebbe valutato come istigazione omofoba e tansofoba alla discriminazione e alla violenza.  E per essi scatterebbe la medesima pena di chi istiga all’odio razziale, vale a dire la reclusione fino a 18 mesi!

Ma non sono due piani che si possono far equivalere, a modesto avviso di chi scrive, la vecchia Legge Mancino e la nuova aggiunta Scalfarotto, perché l’art. 21 della Costituzione  sancendo il principio inviolabile della libera manifestazione del pensiero, permette di parlare liberamente contro il matrimonio omosessuale, in ossequio a convinzioni di ordine morale o religioso che la Costituzione tutela, per il loro libero manifestarsi.

Questa legge, se approvata nei termini in cui è passata in Commissione,  stabilirebbe invece un bavaglio alla libera manifestazione del pensiero, minacciando la reclusione per chi semplicemente esprime la sua opinione in ossequio alla sua morale o alla sua religione.

Per evitare questo contrasto, e salvare capra e cavoli, basta non incorporare la nuova Legge sull’omofobia alla Legge Mancino, ma stabilire un’aggravante di pena a chi commette violenza contro gli omosessuali per il loro orientamento sessuale.  Si badi bene: non che uno che fa violenza agli omosessuali prenda di più, di pena in carcere, rispetto a chi fa violenza a un eterosessuale – perché questo sarebbe anticostituzionale e contro il principio di uguaglianza – ma ci sarebbe aggravante di pena solo per chi fa violenza a causa dell’essere omosessuale.  Il trattato di Lisbona prevede un’aggravante di pena anche per le vittime disabili e anziane, accanto ad omosessuali e transessuali, e a me questa sembra la soluzione migliore.

Su questo punto il Pdl non ha, al momento, una posizione compatta e univoca, sussistendo al suo interno l’anima laica accanto a quella cattolica con posizioni divergenti in materia, mentre il Pd è più compatto nel sostenere l’attuale disegno approvato in Commissione, che rimane non in linea con la normativa europea, come lo era invece l’ultimo disegno di legge Concia (poi affossato in Commissione per questioni di legittimità costituzionale contro il principio di uguaglianza,  avanzate da Udc e Lega nel 2012  dal mio punto di vista infondate per quanto specificato pocanzi).

Se passa la linea europea, che è contraria all’allargamento della Legge Mancino ma introduttiva di sole aggravanti per i reati commessi a scopo intimidatorio, verrebbe giustamente colpita l’omofobia, ma solo quella, e non anche chi ha il diritto di dissentire verbalmente, e anche di manifestare liberamente, contro il riconoscimento di certi diritti, in adesione al diritto naturale o alla morale cattolica. E deve poterlo continuare a fare senza essere per questo incriminato di reato di opinione come vorrebbe il ddl Scalfarotto-Leone in ossequio alla Legge Mancino.

Ne riparliamo a settembre. Per adesso buone vacanze a tutti, sotto l’ombrellone o in montagna.

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