RICORRENZE :FESTA DELLA NATIVITA’ DELLA BEATA VERGINE MARIA

Giovanni Fortuna Lun, 08/09/2014 - 12:38

La festa liturgica dell’ 8 settembre onora la Natività della Beata Vergine Maria.

Venne introdotta nel calendario romano da Papa Sergio I, nel VII secolo, insieme ad altre tra le principali festività mariane: Purificazione, Annunciazione e Assunzione già presenti nella tradizione orientale.

La Natività della Vergine è strettamente legata alla venuta del Messia quale promessa, preparazione e frutto della salvezza.

“Aurora” che precede il “Sole di giustizia”, Maria preannuncia a tutto il mondo la gioia del Salvatore. Ella nasce per essere la Madre del Figlio di Dio: vero significato e fine della sua  Natività  è l’incarnazione del Verbo.

E’ per questo motivo che di Maria non si festeggia soltanto il giorno della “nascita al cielo”, come avviene per gli altri Santi, ma anche il giorno della nascita sulla terra. Questa eccezione riguarda anche Giovanni Battista.

La straordinarietà di questo evento sta nel fatto che esso rappresenta il passo decisivo che Dio compie nell’attuazione del suo eterno disegno d’amore.

San Pier Damiani, nel suo Sermone sulla Natività di Maria, così si esprime: “ Oggi è il giorno in cui Dio comincia a mettere in pratica il suo piano eterno, poiché era necessario che si costruisse la casa, prima che il Re scendesse ad abitarla”.

San Sofronio vescovo ha scritto una pagina bellissima su Maria benedetta fra le donne: ”Veramente benedetta sei fra le donne, perché in grazia tua la benedizione del Padre è brillata agli uomini e li ha liberati dall’antica maledizione. Veramente benedetta sei tu fra le donne, perché per tuo mezzo i tuoi progenitori hanno trovato la salvezza, dal momento che tu genererai il Salvatore che procurerà loro la salvezza. Veramente benedetta sei tu fra le donne perché senza concorso umano hai prodotto quel frutto che dà la benedizione a tutta la terra, e la redime da quella maledizione che generava solo spine. Veramente benedetta sei tu fra le donne perché pur essendo donna per la tua naturale condizione, tuttavia diventerai veramente la Madre di Dio. Infatti Colui che doveva nascere da te è veramente e realmente Dio incarnato, e tu stessa sei detta a buon diritto e meritatamente genitrice di Dio, in quanto in tutta verità generi Dio”.

 Un altro devoto di Maria, il beato Aelredo abate, ci invita ad accostarci a lei per darle onore, servizio, amore e lode  perché è madre di nostro Signore. Egli afferma che poiché la Scrittura dice “onora tuo padre e tua madre”, noi dobbiamo onorare Maria perché ella è davvero nostra madre, in quanto se dalla nostra madre terrena noi siamo nati per natura al mondo, da lei siamo nati per grazia a Dio e non al mondo.

Il beato Aelredo continua dicendo che dobbiamo dare servizio, amore e lode a Maria, perché lei ci ha fatto uscire  dalle tenebre di morte in cui eravamo caduti perché avevamo perduto il Signore che è la  luce della sapienza.  

Nella Costituzione dogmatica “Lumen Gentium” del Concilio Vaticano II, la Sacra dottrina della Chiesa così si esprime a proposito della natività di Maria:  “La predestinazione eterna dell’incarnazione  del Verbo fu anche la predestinazione della Santa Vergine Maria ad essere la Madre di Dio. Per disposizione della Provvidenza, Maria fu su questa terra l’augusta Madre del divino Redentore, la compagna più generosa e la serva più umile del Signore.

La maternità di Maria perdura senza soste dal momento del consenso che ella diede fedelmente nell’Annunciazione, si manifestò premurosa sotto la croce e continuerà fino a che gli eletti non abbiano conseguito per sempre la gloria finale.

Infatti, assunta in cielo, non ha deposto affatto questa funzione di salvezza, ma con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci le grazie della salvezza eterna. Con il suo materno amore si prende cura dei fratelli del Figlio suo che sono ancora pellegrini e posti tra tanti pericoli ed affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata. Perciò la Beata Vergine viene pregata nella Chiesa con i titoli di avvocata, ausiliatrice, soccorritrice e mediatrice. Tale funzione di Maria la Chiesa non dubita di riconoscerla apertamente, la sperimenta continuamente e la raccomanda all’amore dei fedeli, perché, sostenuti da questo materno aiuto, siano più  intimamente congiunti col Mediatore e Salvatore”.

Angeli e uomini si uniscono insieme per prendere parte alla grande festa della Natività di Maria, eccelsa figlia di Sion, e la stessa creazione partecipa esultante con canti di gioia alla letizia di questo giorno.