Turchia: che fine ha fatto l’Esercito?

Daniele De Maria Mar, 01/10/2013 - 15:04

(tratto da L’Arengo del Viaggiatore – www.arengo.info)

 

Le Forze armate turche, così come le volle il padre della patria Mustafa  Kemal “Ataturk”, sono le custodi della laicità, con lo scopo supremo di proteggere l’identità nazionale e la Repubblica… e non è un ruolo simbolico.  All’esercito è consentito di intervenire ogniqualvolta si presentino minacce ai valori repubblicani; tale clausola ha reso la Turchia una democrazia monca, falcidiata nel corso del XX Secolo da ben  tre colpi di Stato (senza contare l’incruento “golpe post moderno” del 1997). Nel 1961 l’esercito giustiziò il primo ministro Adnan Menderes e detestituì nel 1971 e 1980 quei governi formati da forze politiche islamiche e non completamente laiche.  L’ultimo intervento delle forze armate in politica risale al 2007, con una presa di posizione sfociata nel nulla, contro l’elezione alla presidenza della Repubblica dell’islamico, con moglie velata, Abdullah Gul.  Nell’ultimo decennio la contrapposizione tra militari e forze di governo hanno segnato la politica del paese.  Sin dal suo primo mandato (2003) l’attuale primo ministro Tayyp Erdogan ha lavorato per depotenziare l’Esercito, limitandone i poteri e la centralità.  Con decisione ne ha decapitato i vertici, grazie al coinvolgimento della Magistratura, ridimensionandone notevolmente la forza decisionale e politica.  Di fatto il caso “Erdenekon”, con l’arresto di decine di ufficiali, ha comportato l’eliminazione di una buona fetta di oppositori, riportando uno dei più grandi eserciti della NATO sotto il controllo effettivo del potere politico.  Il Governo è uscito apparentemente compromesso dalle forti proteste degli ultimi mesi.  E’ significativo che Erdogan sia ricorso alla minaccia di utilizzo proprio delle forze armate per riportare la calma nelle piazze turche nel corso delle proteste di piazza Taksim: un terribile spauracchio che rievoca le atrocità del passato e che è sintomo della  nuova strada imboccata dalla Turchia.  Ma l’esercito da cosa e da chi dovrebbe “salvare” questa volta la Turchia?  Da eversive proteste di piazza e manifestanti che si scagliano contro un governo apparentemente impopolare?  O contro il logorato Governo Erdogan e il suo partito di maggioranza AKP di ispirazione islamica?  L’esercito si è rivelato oggi sottoposto alla politica, non più interventista e indipendente, dimostrando che la democrazia turca è cambiata… non sappiamo dire se in meglio o in peggio.