Un berlusconiano in cerca di un leader!

Luigi Deceroli Lun, 14/07/2014 - 09:31

Lo scorso 5 luglio nella mia casella di posta è arrivata una mail dal Presidente Berlusconi con oggetto: “facciamo le riforme con Renzi ma rimaniamo opposizione al suo governo”.  Presidente, pur avendo un nutrito e profondo affetto e stima per lei, mi consenta di dissentire su tutto quello che sta affermando da qualche settimana.  Un primo aspetto sul quale dissento è il vittimismo con il quale sta affrontando questo momento di riforme scrivendoci: “da vent’anni ci impegniamo in solitudine… Per la prima volta (ma meglio tardi che mai) riscontriamo la volontà di altre forze politiche di concorrere davvero a quel percorso di riforme che abbiamo lungamente auspicato”.  Silvio! Da vent’anni noi siamo bloccati per causa sua: non potevamo fare granché in quanto lei era ed è ricattabile a causa delle sue aziende. Per questo motivo non ha potuto fare abbastanza pressione a livello mondiale “pro-Gheddafi”, ha dovuto cedere ai governi Monti, Letta, Renzi e, infine, la sconfitta più grande, non è riuscito a cambiare l’Italia sempre per lo stesso motivo: il destino delle Sue aziende.  Credo che a tutti, più o meno, stiano a cuore gli oltre seimila dipendenti Mediaset ma chi l’ha votata non è al servizio degli interessi e delle vicissitudini giudiziarie aziendali.   Le riforme di Renzi sono vuote, populiste, demagogiche e non sono assolutamente quel cambiamento che lei e Forza Italia rappresentavano, e ne parlo al passato perché, sinceramente, ora mi chiedo chi e cosa significhi e simboleggi Forza Italia.  Ha ragione il senatore Minzolini, la testa d'ariete del «niet» al patto col premier, quando dice che la gente si lamenta che in parlamento siede un gruppo di nominati, e voi cosa fate? Votate una riforma per un Senato di “nominati”… Questo non significa sapere ascoltare il popolo sovrano!   È vero anche che in qualsiasi trattativa ognuno deve rinunciare a qualcosa, ma questo non vuol dire abbandonare i propri principi e valori. Idee che tanti italiani hanno condiviso per vent’anni, milioni di persone che forse credono ancora in lei.  Un altro punto sul quale dissento è il suo “ma rimaniamo all’opposizione al suo governo (Renzi ndr.)”.  Silvio! Basta raccontarci la fandonia di essere all’opposizione; se fosse vero saremmo in piazza un giorno si e l’altro pure per smascherare le bugie del premier e invece lei, i suoi yesman e il partito Mediaset non fate altro che distruggere chi rappresenta i moderati e portare acqua al mulino di Renzi.  I vari Verdini e Romani che le consigliano di evitare ulteriori riunioni di partito dicendole «Il leader sei tu. E come sempre devi decidere tu. Presa la decisione, noi ci dobbiamo uniformare a quanto stabilito», fanno il gioco del premier: “eliminare” una valida alternativa al suo PD, per governare altri vent’anni e mantenere il loro status quo.  Ma forse anche lei vuole questo: lasciare i moderati senza guida, credendosi indispensabile, insostituibile… pensando solo agli affari di famiglia.  Le riunioni di partito servono Presidente, un partito vero discute; vuole distruggere Forza Italia ora che sta nascendo veramente? Ora che sta diventando un vero partito?  L’On. Rotondi che afferma «la parola di Berlusconi vale per tutti», così come tutti quelli che stanno calando le braghe a questo governo, ha un solo pensiero in testa: SALVARE LA PROPRIA POLTRONA.  Presidente Berlusconi lei è già entrato nella storia, non rovini tutto con un “muoia Sansone con tutti i filistei”. Da leader dovrebbe ascoltare seriamente le ragioni dei suoi uomini, mettere da parte i suoi interessi personali per un Bene superiore, un vero capo non si circonda di yesman, ma soprattutto fa crescere le persone che lo circondano.  Quando è stato dato l’annuncio della nascita dell’Accademia di alta formazione politica, molti hanno visto una svolta: anche Forza Italia vuole far crescere una nuova classe dirigente e magari nel mezzo trovare il leader del futuro.  Punti sui giovani, non faccia morire l’Accademia ancor prima che nasca così com’è morta la Scuola di Gubbio, diventata sempre più autoreferenziale e inutile, ma soprattutto faccia vera opposizione al governo Renzi e armi di bravi lobbisti Mediaset se proprio non riesce a sganciare il suo destino da quello dell’Italia.

Presidente recuperi il Berlusconi intuitivo, quello che una volta capiva e interpretava il popolo meglio di chiunque altro e che ora pare non sia più così… Lasci i filo-massonici Renzi e Verdini ai loro destini e torni ad ascoltare il suo popolo.  Forza Italia ora, e soprattutto adesso che lei non la finanzia più, è di tutti: iscritti, elettori ed eletti; guardi e pensi al futuro, la faccia entrare davvero nel nuovo millennio, l’accompagni, non la distrugga nella culla.  E caro Silvio, un’ultima, ma non meno importante cosa: è vero che siamo liberali ma ciò non vuol dire che dobbiamo dare diritti a destra e a manca ad occhi chiusi.   Se la comunità LGBT chiede una tutela affettiva-legal-finanziaria (diritto di successione, reversibilità della pensione, tutele mediche, etc.) se ne può discutere.  Ma ricordi che si è liberali anche non seguendo le mode del momento e quindi nel dire no all’equiparazione della famiglia tradizionale con quella omossessuale, che famiglia non è. Perché se come sostiene la comunità LGBT in natura ci sono atti omosessuali, sempre in natura non si può prescindere dall'accoppiamento tra maschio e femmina per creare una nuova vita: così giusto per ricordarlo...

Smettiamola di rincorrere e iniziamo a farci inseguire. Dettiamo noi l’agenda e le priorità per l’Italia e per la sua società.  Scrolliamoci questo torpore che c’è caduto addosso dopo la sua, ma non nostra, ingiusta condanna.  Perdoni Presidente i toni, ma molti di noi sono avvolti da un sentimento di amarezza nel vedere Forza Italia, la casa dei moderati, senza un Leader che indichi una rotta, ma soprattutto che quella strada sia condivisa.