UNA SENTENZA DEL TAR CONTRO IL MIUR

Carmela Blandini Mar, 08/12/2015 - 10:31

 

 

Il governo  Renzi  è quello  che  ha  usato più  di tutti,  nella  storia della  Repubblica  italiana,  lo strumento  della  fiducia, infatti  è arrivato ad abusarne per l’ 80%  dei  suoi provvedimenti  di legge.  Chiedere  la fiducia  però  è  un  campanello  d’allarme  che  il governo  non sente,  perché quando  si blinda  una  legge, che  rappresenta  il cambiamento  “totale”  di  un  Paese  democratico,  bisognerebbe  invece  pensare di condividerne  gli  effetti  con la  maggioranza  dei cittadini.

Il  mondo  della scuola  continua  a protestare  perché sul DDL “La buona scuola”  il governo dimostra  non  solo indifferenza  ma  anche  disprezzo  verso  la  SCUOLA PUBBLICA ITALIANA  e  questo lo dimostra  soprattutto  verso  le  giovani generazioni  che  si troveranno  sempre  più intrappolate  in  una  scuola  che  delimiterà  la  loro vita senza  che  possano  decidere  da  soli.

L’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO che la Buona scuola prevede toglierà ai giovani la speranza di un lavoro retribuito durante le vacanze estive,  infatti perché gli imprenditori dovrebbero assumere del personale che possono già avere gratis?

Sull’ampliamento della  CULTURA per i giovani, invece non c’è niente di nuovo nel DDL, anzi possiamo dire che viene del tutto ignorata, tranne che non si voglia tacciare per cultura la frequenza di internet che, sappiamo bene, presenta  troppe distrazioni perché i giovani possano usarlo per studiare. Internet va bene per  allargare gli orizzonti culturali che già si possiedono e che solo dei programmi scolastici seri e approfonditi potrebbero fornire.  La cultura non è rappresentata soltanto dalla conoscenza ma dall’elaborazione delle conoscenze attraverso proposte di riflessioni che soltanto un docente può suggerire.

Per quanto riguarda le competenze professionali, che i giovani dovrebbero attingere in modo certificato  dalla Buona scuola, queste sono state messe in discussione  dal Ministero con la drastica riduzione delle ore di “indirizzo” nelle scuole di tipo professionale.

Quali competenze può dare una scuola nella quale le ore dedicate al curriculum dei laboratori di tipo specificatamente professionale sono state  ridotte  del  70%?

Per questo ultimo motivo il MIUR è stato anche commissariato, come riferisce la rivista Orizzonte Scuola:

<<Nella nota ministeriale n.891 del 28 marzo 2014, il Ministero non intendeva procedere osservando che: “…Si rappresenta che la sentenza è intervenuta all’approssimarsi dell’anno scolastico 2013/2014 nel quale trova conclusione il sistema ordinamentale previgente e la connessa riduzione dei quadri orari, con conseguente difficoltà al ripristino delle ore ridotte per effetto di quanto disposto dai Regolamenti adottati con d.P.R. n. 87/2010 ed 88/2010 ed essendo oramai entrato a regime il riordino del secondo ciclo previsto dall’art. 64 del d.l. n. 112/2008”.

Il testo della sentenza prosegue indicando, che per evitare ulteriore inadempienza, viene nominato subito come commissario ad acta il Prefetto di Roma o un suo sostituto, che dovrà provvedere all'esecuzione entro il termine di 90 giorni dalla richiesta della parte, prorogabile a richiesta del Commissario medesimo.

Il MIUR è anche condannato a pagare 1.500 euro di compenso al commissario ad acta, più 2000 euro per spese di giudizio ed onorari.>>

Ai quesiti proposti dai docenti IL GOVERNO E IL MIUR CONTINUANO  A NON RISPONDERE.