{"id":3263,"date":"2022-09-10T12:45:56","date_gmt":"2022-09-10T10:45:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.notiziedalparlamento.it\/?p=3263"},"modified":"2024-03-10T21:12:51","modified_gmt":"2024-03-10T20:12:51","slug":"lintervista-a-chiara-manzi-sul-libro-food-heroes-di-fabio-bongiorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.notiziedalparlamento.it\/?p=3263","title":{"rendered":"L\u2019intervista a Chiara Manzi sul libro FOOD HEROES di Fabio Bongiorni!"},"content":{"rendered":"\n<p>Laureata  in Nutrizione Umana e Dietetica nel 1993 presso l\u2019Universit\u00e0 di Navarra  in Spagna, la <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/manzichiara\">dottoressa Manzi <\/a>si \u00e8 formata in Nutrizione Antiaging  alla Tufts University di Boston. <br>Dal  2009 \u00e8 Presidente dell\u2019Associazione per la Sicurezza Nutrizionale in  Cucina, nel cui comitato scientifico spicca la collaborazione con lo  Chef. Massimo Bottura (3 stelle Michelin ed \u00e8 il miglior cuoco al mondo  dal 2016).<br>Nel 2012 fonda <a href=\"https:\/\/academy.cucinaevolution.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Cucina Evolution Academy<\/strong><\/a>, l\u2019Accademia Europea di Nutrizione Culinaria (link www.culinarynutrition.it)<br>Docente  di Culinary Nutrition e Cucina Antiaging presso l\u2019Universit\u00e0 di Milano  Bicocca, Ricercatrice in collaborazione con l\u2018Universit\u00e0 di Parma, \u00e8  esperta di riferimento del corso di Medicina Culinaria dell\u2019Universit\u00e0  di Ferrara.<br>Ha pubblicato diversi testi di nutrizione e nel 2019 ha aperto <a href=\"https:\/\/ristorantelibra.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>LIBRA CUCINA EVOLUTION<\/strong><\/a> il primo Ristorante al Mondo di Antiaging Italian Food. Si trova a Bologna in Via Testoni 10 a pochi passi da Piazza Maggiore<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>fonte: stralci dell&#8217;intervista a Chiara Manzi pubblicata sul Libro Food Heroes di Fabio Bongiorni (anno edizione 2022, pubblicato da SAGEP)<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ciao Chiara, volevo\npartire, un po\u2019 come faccio con tutti, dagli inizi. Come dico sempre, c\u2019\u00e8\nsempre una scintilla, un qualcosa che nella storia personale e professionale\nlegata al mondo del cibo, ha portato ad incominciare un percorso. Leggendo la\ntua biografia, ho trovato una citazione sul fatto che avessi il colesterolo\nalto e quindi fossi partita da te stessa per studiare a fare ricerca.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si, quando da studentessa universitaria ho iniziato a fare i tirocini e ho chiesto se potevo fare le analisi del sangue per impostare una dieta per me stessa, immagina il mio stupore nel leggere i risultati delle analisi: a vent\u2019anni avevo 300 di colesterolo, un valore incredibile che mi sembrava assurdo al punto da chiedere ai laboratori dell&#8217;universit\u00e0 di ripetere gli esami. Credevo ci fosse stato un problema e invece gli esami confermarono un valore di 297, quindi di poco inferiore ai risultati precedenti. Io mi sono laureata in Nutrizione Umana all\u2019estero e chiamai spaventata mia mamma per riferire tutto ci\u00f2, con grande tranquillit\u00e0 e superficialit\u00e0, mi rispose di non preoccuparmi perch\u00e9 tutti in famiglia avevano il colesterolo alto. In famiglia nessuno ne aveva parlato, nessuno si preoccupava di mangiare in un certo modo per ridurre il colesterolo, nessuno prendeva medicine. Mia mamma mi disse alla romana: \u201cNun te preoccup\u00e0, nonna ha 500 di colesterolo!\u201d. Io studiavo Nutrizione all\u2019Universit\u00e0 e non vedevo l\u2019ora di fare una dieta a qualcuno. Ecco che trovai la mia prima paziente: ero io! volevo dimostrare a me stessa di essere una brava professionista, di essere capace di abbassare il colesterolo familiare solo con la dieta. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa mangiavi tu per\navere il colesterolo a 300? <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il colesterolo era alto non perch\u00e9 mangiassi in modo tanto diverso da come mangiamo tutti, anzi, cercavo di mangiare sano. Il mio colesterolo l\u2019avevo a 300 perch\u00e9 era geneticamente familiare, il mio fegato produce una quantit\u00e0 esorbitante di colesterolo, a prescindere da quello che mangio. Certo, se mangio peggio si alza ancora di pi\u00f9, se mangio meglio riesco a mantenerlo a livelli diciamo ancora accettabili. Basso non ce l\u2019avr\u00f2 mai, per\u00f2 oggi con l&#8217;alimentazione l\u2019ho riportato abbastanza alla normalit\u00e0. Quando iniziai l\u2019universit\u00e0, iniziai le diete che molti di noi fanno,  ovvero zero formaggi, zero burro, zero salumi, zero dolci, zero fritti.  In pratica uno strazio! Si, il colesterolo si abbassava, per\u00f2 di notte  sognavo montagne di profitterol. In dieci o quindici anni dai primi  risultati degli esami medici, facevo un continuo <em>yo yo<\/em>, tenevo  duro fino al momento di fare le analisi del sangue per dimostrare di  essere una brava nutrizionista, dopodich\u00e9 mi tuffavo nelle cose che mi  piacevano: le pizze, dolci e i fritti in primis.  <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ma tu sei una persona\ngolosa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si, io adoro e ho proprio bisogno del dolce, senza di quello\nnon vivo. Ti puoi immaginare la sofferenza di stare sempre a dieta. Le diete\nfunzionano per abbassare il colesterolo, ma uno su mille ce la fa a rinunciare\ntutti i giorni alle cose che pi\u00f9 ci piacciono, che ti danno soddisfazione,\ngioia. Ma possiamo diventare infelici per avere il colesterolo nei limiti?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quindi hai iniziato a\nstudiare su stessa e cosa hai capito? <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo quindici anni di dieta ebbi una grande crisi, perch\u00e9\ncos\u00ec non riuscivo ad andare avanti. Ero nervosa, ero negativa e vedevo che\nquesta era una sofferenza forte dato che quando mangiavo cibi che mi piacevano\nstavo male perch\u00e9 mi sentivo in colpa, quando facevo la dieta soffrivo perch\u00e9 desideravo\n&nbsp;alimenti che mi piacevano. Io poi ho un\ngrande amore per la cucina tradizionale italiana, che oggi vede nella\nnutrizione un nemico pazzesco perch\u00e9 noi vediamo tutti i \u201cbollini rossi\u201d, i\nnutri-score negativi sui prodotti italiani (perch\u00e9 sono grassi, perch\u00e9 sono\nsalati) e quindi anche il Made in Italy, che, in questo momento \u00e8 in crisi per\ncolpa del mondo della nutrizione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nella famosa dieta\nmediterranea l&#8217;Italia dovrebbe esprimere una cucina sana, invece c\u2019\u00e8 questo\npregiudizio che avevo gi\u00e0 colto rispetto alla cucina tradizionale. Perch\u00e9\nquesta contraddizione? <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa contraddizione nasce dal fatto che molti non sappiano\ncosa voglia dire \u201cdieta mediterranea\u201d, una persona pensa che dieta mediterranea\nequivalga a dire lasagne, pasta asciutta, pizza e invece dieta mediterranea\ncomprende i carboidrati, per\u00f2 uniti a tantissime fibre. Oggi i piatti della\ntradizione si fanno con la pasta bianca, io sono romana e non riesco a pensare\nad una carbonara integrale o senza guanciale, nessuno a Roma la mangerebbe.\nEppure, la carbonara era compresa nella dieta mediterranea perch\u00e9 si mangiava\n\u201cuna volta ogni morte di papa\u201d e magari era l&#8217;unico pasto del giorno. Quindi era\ndestinata ad una popolazione che comunque faceva uno stile di vita faticoso, doveva\nripararsi dal freddo non avendo il riscaldamento e che quindi aveva bisogno di\ntante energie. Oggi la dieta mediterranea significa tante fibre, legumi, verdure\ne pochissimi condimenti. Anche l&#8217;olio extravergine d&#8217;oliva non pu\u00f2 far navigare\nil cibo e deve essere inserito in piccolissime quantit\u00e0, un adulto dovrebbe\nmangiare intorno ai settanta grammi al giorno di grassi, ma in questi settanta\ngrammi dovrebbero esserci anche le uova, il formaggio, le acciughe, le olive,\novvero tutti gli ingredienti, non solo quello di condimento. La dieta\nmediterranea prevede una riduzione molto drastica del sale, rispetto alle\nricette che noi facciamo normalmente nella cucina italiana. La nostra cucina\ndeve diventare mediterranea riducendo i grassi ed il sale, aumentando il\nconsumo di fibre, polifenoli, omega 3, quindi tutto il mondo delle verdure. In\npratica, il mio lavoro \u00e8 quello di modificare le ricette della tradizione italiana\nsenza assolutamente privarla degli ingredienti tipici. Per dire, la carbonara\ndeve avere il tuorlo, il guanciale ed il pecorino: deve rispondere alla\ntradizione. Per fare ci\u00f2, cambio il metodo di preparazione, inserisco delle\nfibre prebiotiche bianche che non hanno sapore e non sono visibili.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come arrivi al\nconcetto di nutrizione culinaria? Immagino sia questa la chiave di innovazione\ndel tuo lavoro. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Sono partita da un problema da risolvere. La soluzione me la\nfece venire in mente una mia paziente. Io lavoravo in diabetologia all&#8217;Ospedale\nSandro Pertini di Roma e incontravo tutti i giorni molti pazienti diabetici.\nAlla fine di un incontro di gruppo, in cui ognuno raccontava che cosa aveva\nmangiato, come aveva cucinato, come era andata la glicemia, venne da me una\ndelle pazienti e quasi piangendo, supplicando mi chiese di non toglierle il\npiatto di lasagne, ma di consigliarle come cucinarla perch\u00e9 senza le lasagne\ndiventava triste. Questa paziente mi fece uscire dallo schema &#8220;lasagna\nno&#8221; e &#8220;pasta integrale si&#8221; e cercai di modificare la ricetta per\nrispondere alla richiesta di questa signora, fornirle la ricetta giusta per il\nsuo diabete. Pensai che se fossi riuscita a modificare le ricette senza\ncambiare il suo gusto, avrei risolto anche il mio problema. Avrei abbassato il\ncolesterolo mangiando la carbonara, mangiando dolci e fritti. Allora da quel\nmomento iniziai a cercare l&#8217;esistenza di una scienza che lavorasse sulla\nmodifica delle ricette. Scopri, andando negli Stati Uniti per specializzarmi in\n\u201cnutrizione antiaging\u201d, che esisteva la <em>Culinary\nNutrition<\/em>, una scienza che \u00e8 sorta nel 1999 nella Johnson &amp; Wales\nUniversity. L&#8217;Universit\u00e0 non era tanto distante da me poich\u00e9 era molto vicina a\nNew York, e allora chiesi un appuntamento. Andai l\u00ec e scoprii l\u2019esistenza di\nquesta scienza che era insegnata in tantissimi Atenei. In Europa e nel resto\ndel mondo non era assolutamente presente. A quel punto, portai questa scienza\nin Europa e in particolare in Italia, perch\u00e9 credo che la cucina tradizionale\nitaliana debba essere il faro di tutte le cucine. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quindi hai fondato <em>Cucina Evolution Academy<\/em>, prima e unica\nAccademia in Europa sulla <em>Culinary\nNutrition<\/em>, che gode del patrocinio del Ministero della Salute. Il nocciolo\ndi questa scienza \u00e8 proprio quello di mantenere le ricette originali, cambiando\nche cosa esattamente? Fammi alcuni esempi, giusto per capire meglio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il nocciolo di questa scienza \u00e8 quello di studiare come\nvariano i nutrienti e il loro effetto sulla salute della persona, a seconda di\ncome il cibo venga cucinato. Ti faccio un esempio: nella carota cruda il\ncarotenoide \u00e8 top, ma se io la carola la friggo, la stufo, la faccio al vapore\ncosa accade a quei carotenoidi? Se io la carota la condisco con l&#8217;olio, qual \u00e8\nla differenza a livello di effetti benefici sulla mia salute, per quanto\nriguarda la percentuale di carotenoidi assimilati a livello intestinale? Questo\n\u00e8 quello che studia la nutrizione culinaria. Diverso \u00e8 il discorso di Cucina\nEvolution, metodo che ho inventato io, il cui utilizza le conoscenze della\nnutrizione culinaria per lavorare sulle ricette della tradizione italiana.\nNegli Stati Uniti loro non lavorano sulle ricette grasse e caloriche, loro\nusano queste conoscenze per creare delle ricette <em>healthy, <\/em>ricette sane che per\u00f2 ti stufano. La grande sfida che\nabbiamo voluto fare io e mio marito \u00e8 stata quella di aprire un ristorante nel\n2018, perch\u00e9 un conto \u00e8 scrivere libri di ricette, fare conferenze e andare ai\ncongressi e un conto \u00e8 aprire un ristorante e avere il contatto diretto con le\npersone che giudicano i piatti, che si alzano da tavola leggeri, che ti\nriferiscono se sono diabetici e che dopo aver mangiato la glicemia non si \u00e8\nalzata. Per questo motivo, abbiamo accettato questa grande sfida che oggi si \u00e8\nconcretizzata nel primo <em>food delivery<\/em>&nbsp;certificato\nper la sicurezza nutrizionale, perch\u00e9 noi spediamo i nostri piatti antiaging in\ntutta Europa in ventiquattro ore e ci siamo inventati una start up innovativa.\nNoi siamo a Bologna, quindi non siamo a Milano nel quadrilatero della moda dove\nsono tutti fissati con la dieta, siamo nella patria della cucina grassa.\nEssendo tu ligure, sappi che abbiamo appena riformulato la Focaccia al\nformaggio!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Prima di arrivare al\nristorante, so che ci sono stati due ambiti molto interessati su cui hai lavorato.\nIl primo riguarda la formazione di tutti i cuochi della ristorazione\ncollettiva. Pensiamo alle mense scolastiche, in cui si pu\u00f2 incidere molto sulle\nabitudini alimentari. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo della ristorazione collettiva \u00e8 un mondo\nimportantissimo perch\u00e9 chi va a scuola o al lavoro, mangia obbligatoriamente in\nquella determinata mensa, non la sceglie. E&#8217; un mondo che ha il dovere di\noffrire una cucina salutare ai propri clienti. E&#8217; una grande sfida perch\u00e9 se\npensiamo a quanto viene pagato un pasto alla ristorazione collettiva, garantire\nqualit\u00e0 non \u00e8 cos\u00ec facile. Io sono molto contenta quando lavoro con Massimo\nBottura o con altri chef stellati, per\u00f2 sono molto pi\u00f9 contenta quando lavoro\ncon la ristorazione collettiva e quando riesco a fare un lavoro davvero serio.\nSi pu\u00f2 fare, io l&#8217;ho realizzato. Ho seguito ad esempio l&#8217;azienda Pellegrini\nS.P.A per tantissimi anni, occupandomi della formazione dei loro cuochi e della\nselezione degli ingredienti, obbligando i loro fornitori a cambiare le\nformulazioni delle ricette quando erano troppo salate, grasse e controllando\nquesti fornitori. Io do un marchio di certificazione, questo non \u00e8 un bollino,\nma un controllo. Noi andiamo a controllare che tutti i fornitori mettano nel\nbarattolo quello che dichiarano in etichetta. Andiamo a fare cultura, ai\ncuochi, agli imprenditori e ai produttori. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tu hai lavorato con\nBottura, hai fatto i progetti con Montersino e con altri stellati, qual \u00e8\nl&#8217;interesse dello chef del ristorante stellato che \u00e8 sempre portato ad\nelaborare il piatto eccellente in quanto a ricercatezza ed estetica, per\u00f2 dal\npunto di vista nutrizionale, qual \u00e8 l&#8217;obiettivo di un lavoro fatto con uno chef\nstellato? <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista nutrizionale, l&#8217;obiettivo \u00e8 il cambio di\nmentalit\u00e0. Lo chef stellato con cui io lavoro bene \u00e8 quello che si specializza\ncon un master in nutrizione culinaria, si mette dietro al banco, studia e\ncambia la propria testa. Lo chef stellato che esce dai nostri corsi riferisce\nche prima, quando creava il piatto andava di creativit\u00e0, ora prima studia\nnutrizionalmente la ricetta, fa il calcolo dei nutrienti e solo dopo, sapendo\ndi avere quei parametri, scatena la sua creativit\u00e0, rimanendo all&#8217;interno di\nquei parametri. Prima magari ci metteva un po\u2019 di zenzero, un po\u2019 di curcuma e\nusciva un piatto <em>healthy<\/em> (la solita\npennellata esterna che poi alla fine non ha sostanza). Ora molti chef hanno\ncambiato mentalit\u00e0 perch\u00e9 innanzitutto hanno visto un beneficio per la loro\nsalute. Se ci pensi, chi trova piacere nell\u2019alzarsi da tavola appesantito?\nNessuno. Il problema \u00e8 che si pensa che per mangiare bene, buono e goloso, ci\nsia questo \u201cconto\u201d da pagare per forza. Quando ti alzi da tavola di uno chef\nstellato, ti alzi felice ma distrutto perch\u00e9 sono stati utilizzati una quantit\u00e0\ndi grassi enormi in quelle piccole porzioni che ti propongono. Io mi sono\ntrasferita a Parma perch\u00e9 Gualtiero Marchesi, quando apr\u00ec la sua scuola di\ncucina ALMA, mi chiese di affiancarlo a capo dell&#8217;area nutrizione nella sua\nAccademia. Io accettai e vi rimasi per otto anni. In quegli anni ho letto le\ntesi di tutti i ragazzi che andavano a fare gli stage prima di fare la tesi. Al\nritorno dello stage, mi portavano tutti i men\u00f9 dei ristoranti stellati. Tutti\nquesti chef, compreso Pietro Leemann, utilizzavano una quantit\u00e0 di grassi e di\ncalorie incredibile, ma se erano vegani sembravano salutari. Grassi, sale,\nzucchero: una cosa paurosa! <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando e come \u00e8\narrivata la notoriet\u00e0, i libri, i social, insomma la tua grande visibilit\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non lo so, io penso che quando qualcuno insegue un sogno, e\ntutti i giorni dalla mattina alla sera si d\u00e0 da fare per realizzarlo e risolve\nefficacemente i problemi della gente, la notoriet\u00e0 arriva tramite il\npassaparola, arriva come uno tsunami perch\u00e9 pensa di poter essere conosciuta\nper quelli che sono i risultati sulla vita delle persone. La gente con Cucina\nEvolution ha perso tutti i chili che aveva di troppo; ci sono persone che hanno\nperso anche cinquanta chili, mangiando comunque dolci, pizza. Ci sono soggetti\ndiabetici che avevano dovuto eliminare dolci, che oggi mangiano dolci tutti i\ngiorni. Ci sono persone, che come me, avevano il colesterolo alle stelle e\nmangiando la carbonara e l\u2019amatriciana l\u2019hanno abbassato senza medicine. Ti\nringrazio, ma non penso di essere particolarmente famosa. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ti faccio una\nprovocazione. E&#8217; un po\u2019 ruffiano dire \u201cantiaging\u201d, oppure c&#8217;\u00e8 qualcosa di vero?\n<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Assolutamente, c&#8217;\u00e8 tanto di vero. Questo \u00e8 il motivo per cui\nsono andata a studiare a Boston, ad imparare la nutrizione antiaging. In Europa\nnon esisteva una laurea specialistica in questo tipo di nutrizione. Io partivo\ndal mondo della diabetologia, per\u00f2 volevo fare in modo che questo progetto non\nfosse un progetto per soli diabetici, ma fosse un progetto per tutti. Che cosa\ninteressa a tutti? Vivere a lungo e in salute, ovvero l&#8217;antiaging. Feci una\nricerca e in Italia non trovai nulla, quindi iniziai a partecipare a tutti i\ncongressi mondiali di nutrizione antiaging per ascoltare le ricerche\nscientifiche. In uno di questi congressi, conobbi l&#8217;italo americano Angelo\nAzzi, uno dei pi\u00f9 grandi scienziati al mondo di nutrizione antiaging, che mi\npiacque tantissimo perch\u00e9 parlava di ricette. In questi grandi eventi in cui si\nparlava in un linguaggio difficilissimo, lui scendeva nel pratico. Lo\napprocciai ed egli mi invit\u00f2 all&#8217;Universit\u00e0 di Boston per scoprire l&#8217;importanza\ndei giusti\nabbinamenti e dei metodi di cottura per aumentare gli antiossidanti nei cibi.\nLui mi apr\u00ec questo mondo e mi insegn\u00f2 che gli antiossidanti pi\u00f9 importanti non\nsono solo quelli dei cibi, ma sono anche quelli che il nostro corpo produce\nautonomamente. Il nostro corpo \u00e8 il maggiore produttore di antiossidanti, ma\ndeve avere un&#8217;alimentazione di un certo tipo per produrli. Un&#8217;alimentazione\nantiaging non \u00e8 solo un&#8217;alimentazione ricca di antiossidanti, ma deve essere\npovera di zuccheri, di grassi e di sale. Questi ultimi impediscono al nostro\ncorpo di produrre antiossidanti. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Mi pare che tu abbia\ncostruito anche una propria immagine distinguibile, un medico con la casacca da\nchef \u00e8 un po&#8217; il simbolo della tua storia, del tuo percorso. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Esatto, proprio cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In tempo di pandemia,\nne hai approfittato per chiarire alcuni punti fondamentali. Ad esempio, hai\nparlato di alimenti che aumentano le difese immunitarie. Su questo, credo che\nvalga la pena dire qualcosa. E\u2019 vero che le cure e il vaccino sono\nfondamentali, ma le nostre difese immunitarie sono altrettanto importanti e\ndipendono dalla nostra alimentazione. La medicina tradizionale \u00e8 troppo\nfanatica di farmacologia e poco attenta alla promozione di tutto ci\u00f2 che\nriguarda i famosi rimedi naturali, come l&#8217;alimentazione, che viene talvolta\nsnobbata, in qualche modo. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo ai metodi naturali, oggi c&#8217;\u00e8 una scienza che sta\nscoprendo sempre di pi\u00f9 che nel nostro corpo c&#8217;\u00e8 un organo che \u00e8 fondamentale\nper le difese immunitarie, per la cura dei tumori, per l&#8217;invecchiamento\nprecoce: l&#8217;intestino. L&#8217;intestino viene chiamato \u201csecondo cervello\u201d, ha un\nnervo che collega direttamente l&#8217;intestino al cervello, per cui c&#8217;\u00e8 un\ncollegamento pazzesco. Tanto \u00e8 vero che ci sono cibi che aumentano o riducono\nil rischio di Alzheimer. Riguardo le difese immunitarie, oggi \u00e8 stato confermato\nche se noi nutriamo bene l&#8217;intestino, quest\u2019ultimo ti ringrazia secernendo\ndelle molecole, delle proteine antivirali. L&#8217;alimentazione non \u00e8 solo un\nrimedio naturale della nonna, \u00e8 proprio scientificamente provato che sia in\ngrado di aumentare le difese immunitarie. Puntare solo sulle medicine \u00e8\nsbagliato. E&#8217; come gli antiossidanti; posso assumere gli antiossidanti nel cibo\noppure produrli io. Io mi posso mettere nel piatto il vaccino, per\u00f2 posso\nprodurlo io. Se mi affido esternamente al vaccino e internamente faccio di\ntutto per distruggere le mie difese immunitarie, non va bene. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quindi chiuderci in\ncasa, rimpinzarci di carboidrati, senza praticare alcun movimento e non\nesponendoci alla luce del sole che aiuta a produrre vitamina D, \u00e8 come\n&#8220;finire in bocca al nemico&#8221;. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Assumere, ad esempio, l&#8217;inulina che \u00e8 una fibra prebiotica,\novvero in grado di migliorare la microflora intestinale e quindi aumentare le\ndifese immunitarie, \u00e8 davvero importante. Dal punto di vista delle difese\nimmunitarie, fa meglio l&#8217;inulina rispetto alla crusca. E&#8217; meglio mangiare una\npasta bianca con l&#8217;inulina, piuttosto che mangiare una pasta integrale. E\u2019\nqualcosa che dobbiamo insegnare alle persone. Per carit\u00e0, tra la pasta bianca\nnormale e l&#8217;integrale, riconosco che sia gi\u00e0 un passaggio positivo passare\nall&#8217;integrale. I carboidrati fanno male solo se hanno due caratteristiche: la\nprima \u00e8 il fatto di avere troppi condimenti e troppi grassi, la seconda \u00e8 la\nmancanza di fibre. Se il carboidrato \u00e8 ricco di fibre ed \u00e8 condito in mod\nequilibrato, a quel punto non fa male, anzi fa bene. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Io ti ringrazio, se\nvolessi perdere dieci chili quasi tutti concentrati sulla pancia, dovrei venire\na trovarti in studio. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Intanto ti consiglio la lettura del mio libro &#8220;Cucina\nEvolution&#8221;, in seguito puoi provare qualche piatto pronto sul sito\n&#8220;golosielongevi.it&#8221;! <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Laureata in Nutrizione Umana e Dietetica nel 1993 presso l\u2019Universit\u00e0 di Navarra in Spagna, la dottoressa Manzi si \u00e8 formata in Nutrizione Antiaging alla Tufts University di Boston. Dal 2009 \u00e8 Presidente dell\u2019Associazione per la Sicurezza Nutrizionale in Cucina, nel cui comitato scientifico spicca la collaborazione con lo Chef. 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