TRUMP ALL’ASSALTO di SKINNY JOE- il punto al 17/11

di Gianmarco Landi

Siamo giunti ad uno scontro tra Biden e Trump che ha fatto scintille, con  agenti segreti all’estero, funzionari degli stati e mafiosi entrati prepotentemente nel teatro di ‘guerra’ politica. In particolare nei due stati del Midwest, cioè il Wisconsin e il Michigan, e nella vicina Pennsylvania, dove in palio ci sono 46 grandi elettori sommati in totale, lo scontro è diventato una vera e propria guerra senza esclusione di colpi. Sono scesi in campo  dirigenti statali, agenti della Cia e finanche mafiosi, chi protendendo per l’una e chi per l’altra parte.  In questi tre stati lo scrutinio nella notte del 3 novembre  stava premiando nettamente Trump, che era avviato alla conquista della Presidenza con circa 4 punti di vantaggio in Wisconsin, 7 in Michigan e addirittura 13 in Pennsylvania, quando improvvisamente il conteggio dei voti si è arrestato per  riprendersi solo moltissime ore dopo, prospettando un sorpasso di Biden grazie ad un salto di alcune centinaia di migliaia di voti arrivati improvvisamente in favore del candidato democratico, ovviamente in ognuno di questi tre stati. Il fenomeno è inspiegabile, poiché mai verificatosi uno analogo nella storia del Mondo, né registrata una tendenza così bizzarra in tutti gli altri stati attorno ai Grandi Laghi. Tuttavia, anche prima che il ‘sorpasso’ si verificasse, Donald Trump aveva accusato i Democratici in piena notte imputando loro il tentativo di rubare le elezioni. Tra la notte del 3 e 4 novembre, infatti,  il Presidente ha parlato dalla Casa Bianca (in Italia era mattina presto)  dimostrandosi pienamente consapevole di quanto in alcuni stati periferici si stesse allestendo, e anche quando nel corso del weekend di 3 giorni dopo  i media proclamarono all’unisono la vittoria di Biden, Trump ha saputo dimostrare una spiazzante tranquillità e sicurezza andando a giocare a golf a Palm Beach.
Tutti oggi abbiamo capito che Trump non concederà mai nessuna vittoria a Biden, ancorché i media di tutto il Mondo abbiano incoronato il suo rivale, un vecchio marpione democratico della Pennsylvania. Trump ha sempre affermato di avere ampie prove che questi sorpassi non siano stati realizzati conteggiando schede elettorali arrivate legalmente, cioè schede a cui corrisponderebbe la scelta politica di un americano. A tal proposito abbiamo appreso, ma solo dopo lo scrutinio dei voti,  che una delle 16 agenzie federali USA, quella per la difesa da attacchi cyber-informatici (CISA), aveva preso accorgimenti sofisticati vidimando in segretezza la gran parte delle schede elettorali usate per il voto postale, apponendo numeri seriali unici in maniera non visibile all’occhio umano, nemmeno ricorrendo ad un potente microscopio. Tuttavia i media e i social media impongono anche oggi all’opinione pubblica mondiale l’avvenuta vittoria di Biden, in verità sempre più tiepidamente con l’incedere del conflitto legale, iniziando a smontare pian pianino anche le impalcature narrative allarmistiche sottese alla situazione pandemica Covid-19. Oggi, peraltro, Zuckerberg di Facebook e Dorsey di Twitter saranno alla sbarra della commissione Giustizia Senato, per rispondere delle loro dinamiche di sostituzione in proprio delle Istituzioni democratiche nell’esercizio di censure e di comunicazioni ufficiali attinenti la politica degli Stati Uniti. Ci sarà da divertirsi, perché alcuni senatori repubblicani hanno gli occhi iniettati di sangue. Gli atti giuridici che dovrebbero sancire la vittoria di Biden sono assolutamente inesistenti e mai ci saranno, per giunta le carte sul tavolo  potrebbero condurre Trump a non limitarsi, cioè non solo a vincere il piatto importante, ma giocare al rialzo allo scopo di rovinare i democratici e i loro alleati, ‘scorticando’ la loro immagine e la loro fedina penale con lucida perfidia vendicativa. Il cambio di rotta della mafia della Pennsylvania, che ha materialmente eseguito il lavoro sporco dei brogli, di cui vi dirò nel seguito, è indicativo dei reali rapporti di forza che stanno emergendo. Evidentemente ai mafiosi avevano spiegato che Trump sarebbe stato remissivo, ma non lo è stato affatto, ed ora fa paura prima di tutto a loro! 
La lettera sottostante è firmata dal massimo dirigente della House of the Congress, la Camera Bassa del Congresso, è datata il 13 novembre 2020 e ci spiega come non sia stato eletto nessun Presidente.

La battaglia in corso è sicuramente molto esaltante, come dei film hollywoodiani ben fatti. Due settimane fa abbiamo saputo che il software utilizzato per il conteggio dei voti in 30 dei 50 stati americani, tra cui tutti quelli chiave che determinano la Presidenza, è stato fornito dalla società privata Dominion, di proprietà del marito di Nancy Pelosi e della Fondazione Clinton, anche se c’è chi afferma sia proprietà di casa Feinstein, un’altra senatrice Dem comunque. La scorsa settimana abbiamo invece saputo di una società europea, la SMARTMATIC (SCYTL), controllata da George Soros mediante il suo uomo Malloch Brown, la quale da Francoforte avrebbe eterodiretto la manovalanza elettorale nelle contee americane in cui è stato possibile incrementare le schede postali illegali a favore dei Dem. In pratica si sarebbe trattato di hackeraggi informatici operati da Francoforte e consentiti dal software Dominion,  fortemente permeabile rispetto alle intromissioni finalizzate ad una manipolazione di cifre elettorali in favore di Biden. La frode è inizialmente consistita nell’aggiungere i dati elettorali ai conteggi in corso selezionando stock di contee ad arte allo scopo di poter fare piccoli errori ‘materiali’ scambiando le attribuzioni di voti (glitch). La ratio è quella di non aggiungere i dati appena fossero arrivati effettivamente, così riconoscendo a ciascuno il dovuto, ma aggiungere i dati seguendo un algoritmo ben preciso. In questa maniera fraudolenta si sono contati i voti rendendoli pubblici con un’unica voce dai media, in modo che un uomo anche avveduto politicamente, non potesse accorgersi della frode osservando man man l’incremento dei dati nel corso dello spoglio notturno. Il problema però è esploso quando queste ruberie ‘intelligenti’ non sono risultate sufficienti a far vincere Biden con stacco superiore ad 1 punto (per evitare il riconteggio), che nei due stati del Midwest e in Pennsylvania era in svantaggio in misura doppia rispetto a quella ufficiale, con quasi 30 punti di ritardo reale da Trump in Pennsylvania, nascosto dal software di Dominion in un 13%. Ed è per questo motivo che il conteggio si è arrestato nella notte, e sono state necessarie ulteriori ‘protesi’ di illegalità e di truffe nel voto postale, per far vincere l’uomo delle élite della Globalizzazione.  Come ha ben spiegato il giornale Database.it  riprendendo alcune notizie dell’americano The Gateway Pundit, alcuni militari americani agendo di sponda solo con una parte della CIA, la scorsa settimana hanno fatto irruzione nelle sale di un palazzo di Francoforte, che contenevano i server e i software della SMARTMATIC, con cui si sono hackerati i flussi elettorali delle presidenziali americane. Ora i legali di Trump sanno tutto, perché i flussi di arrivo dei voti espressi fisicamente e via posta, sono tracciati in ingresso nel server di Francoforte. La parte di CIA coinvolta non fa capo al vertice di Gina Haspel, di fatto esautorata da Trump senza che né lei, né il precedente dominus della CIA implicato nell’Obamagate, John Brennan, lo sapessero. Trump ha agito, come sempre, facendosi sottovalutare e dando l’impressione ai vertici Dem che fossero loro ad avere il controllo della situazione, pensando che Gina Haspel sarebbe dovuta essere informata, visto che le summenzionate sale di Francoforte e il relativo server erano sotto il controllo della CIA,  e non dell’Ordinamento statale tedesco.  
Il furto è molto più grande di quanto si fosse pensato, e fonti repubblicane hanno twittato affermando che addirittura la California non sarebbe blu e Trump sarebbe oltre quota 400.  

Dopo queste storiacce sul suolo tedesco, molto importanti e significative,  passiamo agli scontri di una ‘guerra’ che è entrata nel vivo assumendo profili più politico-legali, ma non meno avvincenti.


In Georgia, dove ci sono 16 grandi elettori in palio assegnati dai media a Biden per pochi decimali di punto,  il Segretario di Stato ha dato inizio al doveroso riconteggio (quando lo scarto è inferiore all’1% è dovere di legge), ma non ha ammesso il controllo di validità delle schede a cura della CISA, l’ente federale che in segreto aveva marcato le schede con il watermark. La ragione di questo comportamento di uno Stato storicamente repubblicano è anche comprensibile, perché in Georgia non hanno evidentemente piacere a far scoppiare il bubbone delle schede illegali, quantunque i brogli sarebbero stati realizzati in contee a predominio storico democratico. In questa fase si sta agendo a livello statale periferico, e ciò è ancora possibile, quantunque i legali di Trump e il Presidente siano contrariati, avendo ansia di far scoppiare il bubbone delle schede illegali via posta a casa dei Democratici. Tuttavia l’assegnazione dei 16 elettori potrebbe essere ribaltata per Trump rilevando le assegnazione dei voti sbagliate in ragione di guasti informatici o errori materiali. Staremo a vedere, nella sicurezza che la Corte Suprema potrà sempre essere chiamata in causa in seconda e definitiva istanza a giudicare sull’operato in materia elettorale della Georgia.

Situazione di contrasto ancora più forte c’è  in Midwest, dove nel Wisconsin (10 grandi elettori assegnati a Biden), la commissione elettorale statale non ha avviato il riconteggio ed ha richiesto 7.9 milioni di dollari ai legali di Trump in anticipo per poter partire. La richiesta è pretestuosa ed esosa, poichè hanno votato meno di 3,2 milioni di americani nello stato, e richiedere oltre due dollari a voto per poterlo semplicemente verificare e conteggiare, senza rispondere nel merito di poter far intervenire la CISA e il controllo delle schede con lettore watermark, ha causato il muro contro muro e il nulla di fatto. In Michigan è ancora peggio, ed è in corso uno scontro totale, perché il Governatore ha chiuso lo Stato per causa forza maggiore, cioè la ‘provvidenziale’ emergenza sanitaria del Covid 19. Ci sono migliaia di sostenitori di Trump infuriati, che vorrebbero far parlare le pistole e i fucili, e si rischia una guerra civile se la situazione dovesse ulteriormente esacerbarsi negli animi. Nel frattempo i deputati repubblicani della House, sin dai ieri sera, hanno preparato le carte per fare l’impeachment del Governatore del Michigan e cacciarlo, quindi anche su questo fronte staremo a vedere.
Molto bene le cose invece si sarebbero messe per Trump in Nevada, uno stato che ha 6 grandi elettori assegnati a Biden, ma che ha acconsentito a controlli in collaborazione con lo Stato Federale. A quanto affermano i legali di Trump, l’atteggiamento collaborativo del Nevada porterebbe il Presidente uscente ad una sicura vittoria in questo stato.  Bisogna dire a tal proposito, per meglio capire la giornata di ieri, che lo stato si trova ad ovest con altro fuso orario rispetto al Midwest, e probabilmente i dirigenti statali avranno avuto modo di valutare meglio il peso dell’uscita mediatica pomeridiana di Sidney Powell, l’avvocato a capo del team di legali di Trump, che da giorni ‘spara’ cannonate in grado di far sobbalzare dalla sedia il culo di un establishment sempre più pallida in volto. L’avvocatessa Powell ieri ha prospettato la necessità di rendere pubblici gli ammontari delle tangenti versate e i nominativi beneficiari ai fini dell’impiego del software Dominion in tutti i 30 stati che hanno adottato questo sistema permeabile agli hacheraggi del ‘filantropo’ Soros. L’uso di questo Dominion era molto gradito non solo a Nancy Pelosi e Hillary Clinton, ma soprattutto a George Soros, che da Francoforte, la città da cui proviene il capostipite dei Rothschild, avrebbe patrocinato e finanziato l’esecuzione criminale delle incursioni informatiche. Partecipare ad un’operazione che vede soggettività estere minare scientemente l’esito della Democrazia americana, non profila solo corruzione e frode,  reati che si risolverebbero al massimo con carcere di poca durata, essendo in questi casi la Giustizia amministrata dagli stati periferici, ma agendo in associazione con il gruppo di Francoforte si profila anche il tradimento della Carta Costituzionale degli Stati Uniti, quindi un serio pericolo che una Corte Federale possa comminare la pena di morte.


Ed è forse anche per questa novità che in tarda serata di ieri, proprio dallo stato in cui Joe Biden è originario, la Pennsylvania, dove ci sono ben 20 grandi elettori in palio,  è arrivata una notizia bomba diffusa dal giornalista Jim Hoft, direttore del The Gateway Pundit. Secondo questo giornale il boss Joe Merlino, detto Skinny Joe, numero 1° della mafia nel Northeast e in quota parte del Midwest, che al memento per un ‘problemino’ di lavoro è di casa in un carcere di Filadelfia (Pennsylvania), avrebbe tante cose da dire e tanti suggerimenti da dare al suo ‘esercito’ di bravi ragazzi. Così come Lucky Luciano negli 40 del secolo scorso, anche lui vorrebbe ‘riposizionarsi’ e fornire tutto il suo apporto per aiutare la Patria?

Skinny Joe (Joe il secco), ci ha ripensato?

Questa notizia è clamorosa e costituisce una cartina al tornasole per misurare lo scontro di potere in corso, perché il capomafia non si ‘sposta’ per ideali ma solo per squallide motivazioni di potere, ed ovviamente per non avere problemi più grandi deve stare, ancorchè da criminale, con chi vince. La Pennsylvania, infatti, non è solo lo stato di Joe Biden ma anche di Joe il secco, cioè skinny Joe, e pare proprio che questi brogli colossali, con oltre 1 milione e duecentomila voti farlocchi dati a Biden illegalmente in poche ore, siano stati ricevuti dai Dem con il ‘bacio’ di Skinny Joe e non grazie al carisma di Sleepy Joe. Del resto una simile operazione i Dem non avrebbero mai potuto realizzarla con la sola connivenza dei dirigenti statali e di qualche loro militante spregiudicato. Per far quadrare le scritture informatiche indicate da Francoforte con la mole di carta elettorale proveniente dalle contee della Pennsylvania e dalle tipografie cinesi, occorreva della manovalanza criminale ben disciplinata, e nella principale città dello stato di Biden,  Filadelfia, vi era giustappunto disponibile una rete criminale consolidata nell’humus italoamericano a cura dell’altro Joe, il padrino Skinny Joe (Joe il secco o lo smilzo).  Questa notizia ci spiega tante cose, anche la strategia dei Dem di puntare su un cavallo apparentemente bolso, come sleepy Joe Biden e i suoi 50 anni di politica provenendo dalla Pennsylvania, uno stato con un back ground di corruzione elettorale saldamente alle spalle. Non so cosa possa accadere di specifico nei prossimi giorni, ma lasciatemi concludere questo pezzo con un piccolo sprazzo di Storia, che meglio ci aiuta ad inquadrare i tempi che stiamo vivendo.


Durante la Seconda Guerra Mondiale a partire dal 1939, gli inglesi furono schiacciati da Hitler perché i tedeschi riuscirono a bloccare per un paio d’anni scarsi i rifornimenti provenienti dagli Stati Uniti, che così come voleva la Mafia finanziaria Khazara al supporto di Hitler,  non sarebbero mai dovuti entrare in Guerra contro la Germania. In tutto il Nord Atlantico gli U boat dell’ammiraglio Doenitz, siluravano ogni mese centinaia di navi affondando carichi di armi, cibo e benzina, con ciò consentendo ad Adolf Hitler di imperversare nel Vecchio Continente e così unificarlo con i carriarmati, poichè illo tempore non erano state introdotte robe tecnocratiche come i meccanismi europei di stabilità finanziaria o i parametri di Maastricht. L’Europa di quel tempo, pur tra i contorni mediterranei un po’ attenuati in senso umanistico della Spagna di Franco e dell’Italia di Mussolini, vedeva un’ideologia malvagia contro l’Umanità concepita sotto la suola di finti da Aske-nazi, cioè finti ebrei, dal cui suffisso ‘nazi’ scaturisce il nome dell’ideologia nazista impersonata da un Rothschild illegittimo, di nome Adolf Hitler. Il disegno nazista ben si prestava a creare i presupposti per realizzare il Nuovo Ordine Mondiale, centralizzando il Governo unico del Mondo in Germania, e non in Cina, come vorrebbero fare oggi gli eredi degli sponsor di Hitler. Nella Mitteleuropa della Seconda Guerra si poterono realizzare cose grandiose all’insegna della ‘scienza’ e del ‘progresso’ ineluttabile, cioè quei campi di concentramento in cui tutti i massoni scomodi e il ceto medio troppo indipendente, ricco e consapevole, cioè quello ebraico difficile da turlupinare e dominare, si poterono sterminare, facendo sperimentazioni in campo elettromagnetico, biologico ed eugenetico. I primi  innesti di sequenze di genomi RNA negli esseri umani, per modificarne la natura, non sono quelli insiti nelle presunte necessarie vaccinazioni di oggi, ma quelli operati sotto la bandiera nazista nei laboratori del medesimo cartello farmaceutico, apolide e mondialista, a fondamento dell’OMS. Questi disegni malvagi iniziarono ad essere fermati con l’ingresso Usa in  guerra, e ciò accadde quando il peggiore dei criminali, Lucky Luciano,  un uomo nato a Castellamare del Golfo (Trapani), diventato il capo della Mafia in America, decise di dare una mano. Lucky Luciano aveva un braccio destro ebreo, un tale Meyer Lansky, che lo aveva edotto sulle cose folli che faceva Hitler in Europa ai danni degli ebrei, e poichè il mafioso sicilano era un ‘complottista’ molto poco benpensante e perbenista, credette al suo amico ebreo, e decise di fare alcune cose molto concrete. Ai mafiosi siciliani già Mussolini non piaceva di suo, ma accanto a questo pazzo di Hitler, la squadra al governo dell’Europa aveva trovato improvvisamente pericolosi avversari. Lucky Luciano aveva fatto arricchire il capostipite dei Kennedy durante il Protezionismo, perchè il criminale italiano era intelligentissimo sebbene fosse un criminale ed un ignorante, e Kennedy senior in quel momento era a Londra come ambasciatore, andando a costituire lo strumento efficace in mano al coriaceo Churchill per convincere Roosvelt a scendere in guerra affianco al Regno Unito. Il Presidente USA negli anni 40 era aviluppato nel groviglio di trame apposte dai khazari, la cui apice mafiosa controllava la FED e tanto altro, e ovviamente parteggiava per l’Unione Europea sotto Hitler, una sua creatura, come l’UE di oggi. Le navi in Atlantico venivano affondate perchè dai porti di partenza gli spioni comunicavano informazioni in Germania, in modo che i sommergibili tedeschi potessero affondare interi convogli. La ‘mattanza’ di navi finì da un giorno all’altro, e per quanto sia sgradevole da accettare, fu solo grazie  al controllo del personale portuale che Lucky Luciano assicurò da Filadelfia, dove fu trasferito in un carcere ‘hotel di lusso’,  dopo aver fatto affogare qualche portuale di origine tedesca a cui piaceva telefonare troppo spesso in Germania, e  aver fatto terrorizzare la moglie di certi dirigenti portuali troppo ‘furbi’, facendole pedinare da brutti ceffi notte e giorno, in uno stile ‘fiato sul collo’ che poi sarebbe diventato quello in uso nella CIA. Si dice anche, ma non ho documenti per corroborare questa affermazione se qualcuno me lo chiedesse,  che in occasione delle dimissioni di Mussolini nel corso della seduta del Gran Consiglio del Fascismo e della mozione di sfiducia Dino Grandi, Lucky Luciano avesse avuto un ruolo non ufficiale ma sostanzialmente pesante, poiché il Duce del luglio 1943 fu remissivo oltre ogni più rosea aspettativa. Chi avrebbe potuto minacciare il Duce con assoluta credibilità in Italia?  Tutti sappiamo, inoltre, che il primo sbarco degli Alleati in Europa avvenne in Sicilia e il terreno fu preparato con cura, tanto che i tedeschi e i fascisti sparirono dall’isola prima che i soldati americani arrivassero, e di partigiani a ‘terrorizzare’ le SS non ve ne era neanche uno capitato lì per sbaglio. E’ sgradevole ed imbarazzante tutto ciò, lo so, perchè sarebbe bello poter dire che Hitler fu sconfitto cantando a squarciagola ‘Bella Ciao’ mentre gli Alleati arrivavano, ma  la verità è questa che vi ho raccontato, così come corrisponde a verità che la canzone ‘Bella Ciao’ non è mai stata un canto dei partigiani. Essa fu adottata solo dal 1945,  a Italia già liberata, e con Lucky Luciano tornato libero e beato a Castellamare del Golfo.  A tutti noi queste storie di mafia e politica non sono arrivate alle orecchie forse perchè non ci piacciono, ed è per questo che conosciamo bugie e favole come verità storiche, e i media ci prendono, e si prendono, in giro.

Il nostro Presidente della Repubblica conosce bene queste scomode verità.  Lucky Luciano, infatti, era il pupillo del capomafia siciliano che aveva sede nella sua cittadina, Castellammare del Golfo, anche la città dei genitori del Nostro Presidente. Negli anni 40 il boss Buccellato di Castellamare del Golfo  era il capo di tutta la Mafia siciliana nel Mondo, e quindi era sopra anche a Lucky Luciano. Sua figlia Maria si sposò con Bernardo Mattarella, uno dei due fondatori della Democrazia Cristiana in Sicilia.

Ognuno faccia la sua parte ora, a cominciare dal Nostro Presidente, che secondo me dovrebbe senza alcun indugio riparare a certi suoi errori, e ritirare i complimenti a Joe Biden: questo uomo non è mai stato il Presidente degli Stati Uniti d’America, e mai lo sarà. Un siciliano intelligente dovrebbe averlo capito da un pezzo, e il Nostro Presidente sicuramente lo è.

11 thoughts on “TRUMP ALL’ASSALTO di SKINNY JOE- il punto al 17/11

  1. WOW! WOW! WOW! CHE STORIA! IL DS NOSTRANO HA LIBERATO I CAPO MAFIA IN ITALIA, PER COMPRARE LA LORO NEUTRALITA. MA I CRIMINI CONTRO ANCHE LE LORO FAMIGLIE SONO COSI GRANDI CHE DENUNCERANNO L’ACCORDO. FORSE LA STORIA DI SKINNY JOE E L’INIZIO . VEDREMO: GRAZIE PER I BELLISSIMI ARTICOLI MOZZAFIATO.

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