CALENDA, IL CAVALLO DI TROIA DI PUTIN

Roma – È cronaca di questi giorni, salvo miracoli dell’ultimo minuto, cosa molto improbabile, il fallimento della lista di scopo degli Stati Uniti d’Europa: le liste che fanno capo a Renew Europe correranno ognuna per conto proprio.

Chi è l’unico (ir)responsabile di questo fallimento?

Lui, Carlo Calenda.

A confermarlo è lo stesso Magi, segretario di + Europa che ieri ha affermato: “Abbiamo avuto risposte positive da Italia Viva, da Lde, da Volt. Il leader di Azione non vuole più avere niente a che fare con Iv e con Renzi in particolare. Ma non sono ragioni politicamente comprensibili“.

Ora voi vi chiederete: come mai Calenda non vuole Renzi e Italia Viva?

La risposta è semplice: quando c’era ancora il Terzo Polo, Italia Viva alle elezioni regionali ha sempre superato in termini di preferenze i candidati di Azione, spesso, non facendoli entrare.
Alle elezioni europee, per essere eletti, oltre al quorum del 4% bisogna raccogliere le preferenze: il problema sta tutto qui, il duo Pizzarotti-Calenda hanno questo personalistico problema. Con Italia Viva presente nelle liste, la gara per arrivare primi sarebbe per Pizzarotti e gli uomini di Calenda un pochino più dura.

Forse bisognerebbe spiegare al duo Pizzarotti-Calenda che tutto ciò si chiama democrazia, d’altronde per Calenda sono gli “elettori che sbagliano”, mai lui, coi suoi comportamenti o le sue scelte.

Perché Calenda “è” il cavallo di Troia di Putin?

Il gruppo Renew Europe è il gruppo a livello europeo più chiaramente a favore del sostegno dell’Ucraina e il suo leader Emanuel Macron nei giorni scorsi ipotizzava di mandare truppe Nato in Ucraina. È il partito che maggiormente punta sulla difesa unica europea, sugli Stati Uniti d’Europa, sul superamento del diritto di veto di ogni singolo Stato. È il partito che vorrebbe Mario Draghi presidente della Commissione Europea.

Tutte queste cose farebbero si che l’Unione Europea diventi più forte e autorevole sullo scacchiere internazionale, al pari di Usa e Cina. Tutto fumo negli occhi per il presidente russo.

Con la sfida della guerra in Ucraina, del Green deal, dell’intelligenza artificiale, della guerra in Medio Oriente, le prossime elezioni europee saranno le più importanti di sempre. Per questo Putin oltre a inondare i cittadini europei di fake news, spera che vincano i partiti europei a lui più vicini: i Conservatori europei (Ecr), al cui interno c’è Orban, presidente Ungherese, e la cui presidente è Giorgia Meloni, e il partito Europeo Identità e democrazia di cui fanno parte la Lega di Salvini e il Front National di Marine Le Pen.

Come fare quindi per indebolire il partito di Macron in Europa?

Far si che prenda meno eurodeputati.

Obiettivo che in Italia sarà praticamente raggiunto grazie a Carlo Calenda, il quale con il suo veto sta stoppando la lista di scopo tra i tre maggiori partiti che fanno capo a Renew Europe: Italia Viva, Azione e + Europa.

Lista di scopo fallita, per ora, anche per l’impossibilità di + Europa di fare una scelta coraggiosa, lasciando il suo presidente Pizzarotti tra le braccia del leader di Azione.

Calenda se avesse fatto veramente l’eurodeputato e meno l’assenteista, saprebbe quanto un partito più forte e unito a livello europeo, oltre a influenzare maggiormente le decisioni europee, potrebbe avere ripercussioni positive anche in Italia.

Stiamo tutti vedendo la giusta campagna di Calenda contro il leader della Lega di Salvini per i suoi legami con Putin; è altresì vero che un detto popolare dice: “Colui che per primo gridaal ladro!”, spesso è colui che ha rubato il tesoro”.

Nessuno di noi pensa che il buon Carletto sia al soldo di Putin, ma delle due l’una: o con il suo veto contro Italia Viva e Matteo Renzi conferma la sua non visione politica e la sua scarsa adesione alla realtà, solamente per rancore personale, o, appunto, “sostiene” il gioco di Putin nell’indebolire l’Europa. In me il dubbio si fa sempre più grande.

Molti potrebbero controbattere che lui è stato in Ucraina, ha organizzato la manifestazione a Roma per Naval’nyj, ma qualcuno potrebbe sostenere che queste bellissime azioni siano solo uno specchietto per le allodole.

Per questo c’è un unico e solo responsabile per il fallimento della lista di scopo e della rappresentanza italiana al gruppo di Renew Europe, l’uomo dei veti incomprensibili: Carlo Calenda, colui che fa il gioco di Putin.

A sua insaputa naturalmente…

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