SCUOLA E REFERENDUM: UN SETTEMBRE VIRALE

Lunedì 14 Settembre 2020 ripartiranno le scuole di molte città italiane. Finalmente dopo quasi 200 giorni dall’ultima volta, bambini e ragazzi torneranno fisicamente tra i banchi di scuola. Da quel fatidico 4 Marzo infatti, con lo scoppio della Pandemia e il successivo Lockdown, i vari Istituti hanno proseguito la propria attività didattica a distanza, tra le innumerevoli difficoltà del caso.

Una ripartenza comunque faticosa per le tante norme da seguire, per i protocolli da rispettare e per le attenzioni da prestare in termini di distanziamento e sanificazione.
Un momento storico assurdo con più dubbi che certezze, dove i docenti e gli alunni sono chiamati a compiere sacrifici e impegni maggiori per portare a termine il nuovo anno scolastico 2020-2021.
Tante incognite alle quali il Ministro Azzolina ha cercato di dare risposte chiare e sufficienti, soprattutto sulla questione dei banchi “monoposto”. Ad oggi infatti si parla di una produzione di questo tipo di banchi dieci volte superiore alla produzione annuale di arredi scolastici. Per una maggiore rapidità, il Governo ha individuato nelle scorse settimane ben quattro aziende, specializzate nel settore, a cui è stata richiesta questa ingente produzione: Camillo Sirianni, Mobilferro, Vastarredo, Sud Arredi. Una fornitura di oltre 2 milioni di banchi monoposto e 400 mila sedie “innovative”, da destinare in tutta Italia. Questo grande lavoro per allestire aule in cui poter garantire il distanziamento tra i giovani, ridurre il rischio di contagio e riprendere le lezioni in presenza con maggiore sicurezza.

A questo proposito, il Ministro ha dichiarato: “Siamo consapevoli del fatto che il rischio 0 non esiste, anche nelle scuole”. Questo significa che tutte le procedure anti-contagio adottate non possono garantire al 100% che un alunno o un insegnante non contragga o non trasmetta il virus. Inoltre, come affermato successivamente dallo stesso Ministro, le scuole potranno ancora richiudere, con tempistiche variabili, a seconda di casi o focolai. “Saranno fondamentali il senso di responsabilità e il rispetto dei protocolli emanati dalle autorità”.
In alcune scuole infatti, avviate precedentemente al 14 Settembre per corsi di recupero o altre attività, si sono già paventati i primi casi di positività al coronavirus, con immediato isolamento dei positivi dal resto della classe. Sono situazioni messe già in preventivo dal Governo, ma sarà importante vederne le evoluzioni nel corso dei prossimi mesi.

“Saranno effettuati test a campione a docenti e studenti nei prossimi mesi”. Un’affermazione molto forte da parte sempre del Ministro, facendo riferimento all’alta possibilità di eseguire delle verifiche direttamente nelle scuole. Milano sarà la città apripista su questo aspetto, dove in diversi istituti sarà possibile fare un test, su base volontaria, attraverso due gocce di sangue (pungendo un dito); la risposta si otterrà in un’ora. Sono stati infatti distribuiti oltre seimila kit in 14 scuole milanesi, dalle elementari alle secondarie superiori. Il test in questione sarà fornito ai ragazzi, effettuato a casa, riconsegnato alla scuola e prontamente inviato all’azienda Ausl di riferimento. In caso di negatività, il risultato sarà archiviato nel fascicolo sanitario elettronico della persona; in caso di positività invece, l’individuo dovrà essere sottoposto ad un tampone naso-faringeo.

Neanche il tempo di ripartire però che qualcuno dovrà già fermarsi per consentire le votazioni per il Referendum sul taglio dei parlamentari. Nella maggior parte dei Comuni italiani infatti i seggi elettorali vengono allestiti all’interno delle aule scolastiche, impedendo dunque il corretto svolgimento delle lezioni. Se poi si considera il periodo storico attuale con tutti gli accorgimenti del caso in termini di distanziamento e sanificazione, molti ragazzi dovranno attendere qualche giorno in più per riprendere, di nuovo, le lezioni.
Domenica 20 Settembre e Lunedì 21 Settembre infatti i cittadini italiani sono chiamati alle urne per esprimere il proprio parere sul taglio dei parlamentari. Lo scorso Ottobre la Camera approvò in via definitiva il taglio dei componenti di entrambi i rami del Parlamento, da 630 a 400 seggi per la Camera e da 315 a 200 seggi per il Senato; in seconda delibera però non si ebbe la maggioranza qualificata dei due terzi dei membri di ciascuna camera, così un quinto dei Senatori ha potuto richiedere il Referendum confermativo.
Se si vota sì, si esprime la volontà di approvare la riforma costituzionale sul taglio dei parlamentari, se invece si traccia un segno sul “no” si boccia la modifica alla Costituzione e non ci sarà la riduzione di deputati e senatori, tutto rimarrà come adesso. Non è previsto il quorum quindi la votazione sarà valida indipendentemente dall’affluenza alle urne (in fondo all’articolo due allegati riguardanti il Referendum).
Qualcuno ora si domanda: “Non era possibile anticipare il Referendum, senza intaccare la ripartenza, già tortuosa, della scuola”?

Con l’augurio e la speranza che si verifichino il minor numero possibile di casi (il rischio 0 è impossibile), BEN TORNATA SCUOLA!

A cura di Roberto Giusti

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